II Avvento anno B Is 40,1-5.9-11 – 2Pt 3,8-14 – Mc 1,1-8


PREPARATE LA VIA DEL SIGNORE

“Inizio del vangelo”, inizio della bella notizia, annuncio d’una speranza che porta un respiro e una consolazione. “Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta” (I lett.).
La gente che è attenta, che s’accorge dei propri limiti, che è in attesa di un riscatto e di una salvezza, subito si apre all’annuncio e accorre: “Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme”. A questa attesa e vigilanza ci educa l’Avvento. Ora ci viene detto: ecco s’inizia, ecco è giunto il Salvatore!
Accoglilo, questo Salvatore, preparargli la strada, che viene!

1) LA VIA DEL SIGNORE

    “Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio”. Chi è colui che viene? Il Cristo, il Messia, l’inviato speciale tanto promesso e tanto atteso, il salvatore unico autorizzato da Dio. Giovanni è colui che lo segnala presente. Ora tutti lo vedranno perché la salvezza di Dio si è concretizzata in un uomo, quell’uomo chiamato Gesù di Nazaret. Non è qualcosa di generico la salvezza che viene: il Mistero ha un volto preciso, accessibile, verificabile; è una persona da incontrare, Gesù. Qualcosa quindi che non è deducibile dalle nostre aspettative; è anzi qualcosa che supera le nostre attese, che smentisce la religione che ognuno s’è fatto e il volto di Dio che s’è costruito dentro. Il Cristo è Gesù! La salvezza è una storia, sono dei fatti, dei quali fare memoria e celebrazione per attualizzarne l’evento e il frutto.
    Questo Gesù è il Figlio di Dio. E’ Dio stesso, in persona, che si fa carne. “Ecco il vostro Dio!” (I Lett.). “Viene dopo di me - dice Giovanni - colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. ..Egli vi battezzerà in Spirito Santo”. Spirito significa vita; Santo è il nome di Dio. Spirito Santo significa vita divina nella quale Gesù ci immerge, proprio in quanto Dio, dal quale lo Spirito Santo procede e ci è donato. La salvezza piena è tale solo se viene da Dio, perché di immediate altre “salvezze” siamo capaci anche noi; .. e ne rimaniamo delusi. Solo Dio ci sa strappare dal precario per la stabilità nell’eterno.
    E’ un’opera cui da sempre Dio si è dedicato, a partire dalla liberazione di Israele dall’Egitto quando preparò una strada nel Mar Rosso, o quando tracciò nel deserto una strada per il ritorno da Babilonia. Ora è annunciato per noi un nuovo intervento salvifico divino: “Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Allora si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini insieme lo vedranno” (I Lett.). L’iniziativa di Dio mira a cambiare il mondo per farne una realtà tutta nuova: “Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia” (II lett.). Viene Lui a guidare la nostra storia: “Ecco, il Signore Dio viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio”; e a raccogliere in unità un popolo sempre tanto disperso: “Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna” (I lett.).

2) LA NOSTRA PARTE

    Dio viene, ma tocca a noi ora preparargli la strada, fare la nostra parte. “Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via al Signore, raddrizzate i suoi sentieri”. “Ogni valle sia innalzata, ogni monte e ogni colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in vallata” (I lett.). Immagini plastiche di conversione. Capita ancora oggi di veder sistemate strade e città all’arrivo di un personaggio importante. Giovanni Battista rilancia l’invito ad un rinnovamento interiore: “proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati”. Precisiamo questi due termini, conversione e perdono dei peccati; e il loro rapporto.
    L’annuncio d’un inizio fatto da Giovanni Battista si concretizza in un indice puntato su Gesù, del quale dirà: “Ecco l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo” (Gv 1,29). La novità è la bella notizia del perdono di Dio, la manifestazione della sua misericordia, la disponibilità di Dio a ricominciare da capo e sempre un rapporto nuovo con noi. Gesù dirà di sé: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori” (Mt 9,12-13). Ecco il punto: non è che Dio perdoni perché ci siamo convertiti; il suo perdono precede la nostra conversione e la rende salvifica. Proprio perché Dio sempre perdona, noi possiamo convertirci a Lui.
    Convertirsi significa ritornare all’amore di Dio. Peccare, in ebraico, significa “fallire il bersaglio”. Peccatore è chi non raggiunge il suo fine, come una freccia che manca il segno. Siccome il fine dell’uomo è amare Dio come è amato da Lui, il peccato è rottura di questa relazione con Dio, è incapacità d’amare, o rifiuto di rispondere all’amore di Dio. Conversione è orientare la vita (in greco è “metanoia”, mutar testa, mutar direzione), indirizzandola su Dio e la sua promessa. E’, in sostanza, ritornare a lasciarsi amare da Dio! Con immagine toccante, la prima lettura si chiude su questa premura di Dio che vuole da noi docilità: “Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri”.

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Forse siamo tentati di dire: il Signore ha promesso, il Signore viene ... ma che cosa cambia? No, non sono venute meno l’onnipotenza e l’efficienza di Dio; ma la loro efficacia è legata alla nostra libera risposta, che Dio non può e non vuole scavalcare. Scrive oggi san Pietro nella seconda lettura: “Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi”.
Fiduciosi nella sua giustizia e misericordia, ci sforziamo di farci trovare sempre pronti ad ogni sua venuta: “Mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere! Perciò, carissimi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia” (II lett.).

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