diario di Terra Santa
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Diario di Terra Santa


CENTO VOLTE PELLEGRINO

"Domine ivimus! - Signore, finalmente ci siamo!", è l'espressione entusiasta di un gruppo di pellegrini del III secolo arrivati via mare finalmente al S. Sepolcro. La si trova scritta in carbone e color rosso, con disegno di nave a remi, su una lastra di pietra locale inserita nella abside della cappella di S. Elena, appunto nella basilica del S. Sepolcro a Gerusalemme.
Devo onestamente confessare che non fu proprio con tale entusiasmo che venni la prima volta in Terra Santa: non ci avevo mai pensato né l'avevo desiderato! In fondo, pensavo, quel che conta è la celebrazione dei "misteri" lungo l'anno liturgico: che serve vedere quattro sassi?! Poi un giorno, inaspettatamente, da un amico - capita anche che un amico ti faccia del bene; Dio si serve proprio di tutto! - un viaggio regalo in Terra Santa. Fu l'inizio di una avventura che dura da più di dieci anni. Gli Ebrei della diaspora nella celebrazione della Pasqua si augurano ogni anno: "L'anno venturo a Gerusalemme!"; io, per dono di Dio, ho avuto ben di più!

Questi giorni ho compiuto il mio centesimo viaggio di pellegrino; ormai esperto dei luoghi e delle persone divenutimi familiari, non è diminuito anzi è andato crescendo in me l'entusiasmo per questo "quinto vangelo" storico-geografico che è la "terra d'Israele". Naturalmente perché la terra mi ha condotto alla Bibbia, e una volta arrivato lì... sei a quel campo dove è nascosto il tesoro prezioso per il quale vale la pena di vendere tutto!
Ho portato con me, questa volta, un piccolo registratore: vi ho annotato la quantità d'informazioni storico-bibliche che vado dicendo come guida; ma assieme le silenziose riflessioni personali che ho appuntato di sera e quel che sempre un nuovo viaggio in Terra Santa fa scoprire per la fede personale e per la Chiesa in cui lavoro.
È il diario semplice di un pellegrino che ha ricevuto moltissimo dalla Terra Santa, e che va ripetendo con entusiasmo a tutti: una volta in vita almeno, un ritorno "alle tue radici" è un regalo che un credente si deve fare. Gli auguro che gli avvenga come per Charles de Foucauld che, venuto nel 1888 a visitare Nazaret, vi partì con l'idea di "ricercare sempre l'ultimo posto", dacchè qui aveva intuito fino a qual punto di condivisione si era spinto l'amore di Dio per lui. "Uno ama quando si sente amato", diceva Sant'Agostino; venire qui per scoprire l'amore di Dio, e ripartire come fratel Charles, con la coscienza più viva della tua vocazione è quanto auguro di cuore a te paziente lettore di queste povere note.

1o cap. Una grande tensione 2o cap. A Nazaret
3o cap. Il lago 4o cap. Il lago (2a parte)
5o cap. Saliamo a Gerusalemme 6o cap. Saliamo a Gerusalemme (2a parte)
7o cap. Saliamo a Gerusalemme (3a parte) 8o cap. Gerusalemme cristiana
9o cap. Gerusalemme cristiana (2a parte) 10o cap. Gerusalemme cristiana (3a parte)
11o cap. Gerusalemme cristiana (4a parte) 12o cap. Betlemme
13o cap. Betlemme (2a parte) 14o cap. Ain Karem...
15o cap. Il deserto 16o cap. Il deserto (2a parte)
17o cap. Il deserto (3a parte) 18o cap. Arrivederci

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