| Pinocchio | ventottesima puntata |
| CON CALCI E GOMITATE | Pinocchio va coi suoi compagni
di scuola in riva al mare per vedere il terribile Pescecane |
Con i buoni propositi finalmente si cambia anche vita!
Il giorno dopo Pinocchio andò alla scuola comunale.
Pareva così vicina la porta di quella scuola quando era uscito dalla casa di
Geppetto... e invece! La conquista della vera sapienza è una strada lunga. Non
la si incontra in ogni bottega o supermercato che smercia i suoi coloriti
prodotti tanto allettanti. Troppi falsi maestri “fanno mercato del proprio buon
senso” e vendono come verità proprie opinioni o interessi. Tanto più oggi con
quei supermercati d’opinione che sono i mass-media! Fortunati coloro che sanno
trovare presto la porta giusta della scuola della vera sapienza!
Giunto in classe, Pinocchio è deriso e tormentato dai suoi compagni perché è
“diverso”. In clima di grande conformismo, l’emarginazione e la persecuzione
sono il minimo che possa capitare anche al cristiano, che la pensa in modo
diverso, perché non è succube delle pianificazioni culturali cui è sottoposta la
nostra civiltà “liberalizzata”.... Se uno sgarra dall’opinione dominante, dà
fastidio, perché è fuori sistema (una volta ideologico, oggi del potere di
mercato!). Se uno dissente... è un provocatore. “I cattolici non capiscono lo
Stato”!
Questo capita normalmente in riferimento al mondo esterno alla comunità
cristiana. Un penoso fenomeno è pure avvenuto al suo interno nel post-concilio:
la vergogna di molti cristiani di sentirsi “diversi”, la paura di sentirsi
“ghetto” o chiusi in steccati nel mondo, semplicemente perché assertori di una
propria identità precisa. La tentazione di “aprirsi”, di “immergersi”, li ha
portati alla mimetizzazione con la mentalità di questo secolo, perdendo la
propria identità.
Certamente col Concilio qualcosa da ripulire c’era nella struttura visibile
della Chiesa. Ma non è questa facciata che ci fa diversi: è l’ATTO DI FEDE a
renderci essenzialmente gente diversa! Con esso proclamiamo una concezione di
vita e di storia alternativa alla concezione comune e tuttavia profondamente
consona con i bisogni più veri del cuore dell’uomo. Il credente, proclamando
cose così originali, non può pensare di camminare con tranquillità in mezzo a
gente che la pensa in modo del tutto diverso ...! Chi professa che un uomo,
Gesù, morto e sepolto duemila anni fa, oggi sia vivo nel senso letterale del
termine; chi crede che dentro un pezzo di pane sia realmente presente il Dio
infinito e che nel cuore in grazia inabita la Trinità; chi spera e vive
nell’attesa di un dopo-morte come vita piena; chi, come stile, vive il perdono
anche dei nemici..., necessariamente è un “tagliato fuori”, un diverso per
natura! San Paolo si dichiarava “stolto a causa di Cristo, spettacolo al mondo e
agli uomini” (1Cor 4,9).
Alla malvagità dei compagni, Pinocchio reagisce con una pedata negli stanchi e
con una gomitata nello stomaco, rivelando la durezza del legno.
Dopo quel calcio e quella gomitata, Pinocchio acquistò subito la stima e la
simpatia di tutti i ragazzi della scuola e tutti gli facevano mille carezze e
tutti gli volevano un bene dell’anima.
Forse calci e gomitate sono gli unici argomenti validi per chi è per scelta
sopraffatore, e considera ogni tentativo di ragionare una debolezza!
Certo la violenza non fa parte dello stile del cristiano, ma una certa energia
sì: la forza di chi non si lascia intimidire e piegare, la forza di chi sa
contestare ogni sopruso politico e culturale, la forza che sa difendere la
propria libertà e diritto. Il cristiano non è né un debole né un buonista. Se
necessario, sa tirar fuori le unghie per difendersi e per difendere tutti,
perché alla fine è l’unico uomo libero.
Spesso una testimonianza “calda” vale più di tanto quotidiano grigiore nel
convincere chi in qualche modo è alla ricerca della verità. Del resto - e lo
diceva già Tertulliano – “il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani”.
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