"Pinocchio" di don Romeo Maggioni sesta puntata


IL GRILLO PARLANTE
La storia di Pinocchio col Grillo parlante,
dove si vede come i ragazzi cattivi hanno a noia di sentirsi correggere
da chi ne sa più di loro

Tocchiamo qui un punto delicato della vita dell'uomo: la sua coscienza morale, che come il Grillo, richiama al bene, ma può essere anche soffocata "con un colpo di martello"!

Sappiamo come vanno queste cose: scappato di casa, come il figliol prodigo, Pinocchio si sente uccel di bosco:
nella furia di correre saltava greppi altissimi, siepi di pruni e fossi pieni d'acqua, tale e quale come avrebbe potuto fare un capretto o un leprottino inseguito dai cacciatori.
"Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto" (Lc 15,13).
Venuta la sera, rientrato nella casa, vuota perché Geppetto era in prigione, cominciò a sentire una voce:
Io sono il Grillo parlante e abito in questa stanza da più di cent'anni.
Si sa che l'imperativo morale traduce una norma eterna, perché espressione della nostra natura, e quindi del suo progettista che è Dio! La coscienza è appunto il giudizio che commisura l'atto che compio con la "verità", per pesarne il valore; è colei che mi dice con forza: guarda che questo è il tuo bene, compilo! Guarda che questo è a tuo male, evitalo!

Pinocchio risponde:
Oggi questa stanza è mia... e se vuoi farmi un vero piacere, vattene subito.
C'è gente che non ammette altro Dio all'infuori di sé; per cui non accetta di confrontarsi con un dato oggettivo che preceda la propria libertà, e dice: "Io seguo la mia coscienza!". Certo, fai bene a seguire la tua coscienza, ma quando essa è eco fedele della legge di Dio; quando cioè è vera, non sbagliata! Se tu dici: bevo quel bicchiere di roba perché ho sete, e non sai che è veleno, crepi, ... anche se in buona "coscienza"!
Certo che è un disturbatone tremendo questo Grillo parlante! Se si potesse farlo tacere un po', addomesticarlo, metterlo in una gabbietta sul balcone di casa, che disturbi i vicini e non noi... saremmo tutti contenti! Si fa così della coscienza: ci si distrae, la si soffoca con mille sciocchezze, la si accontenta con la critica agli altri ... ; e quando proprio non tace si arriva alla decisione di dichiararla "alienazione", "sovrastruttura", tabù, ... appunto con il solito "martello" di legno che ormai è alla portata di tutti! Oggi poi ci sono ottimi imbonitori che - per evitare stress, dicono - ammanniscono ottimi pretesti anche pseudoscientifici per tacitare la coscienza.

Perché ci infastidisce la coscienza? Il burattino ha chiaro il suo programma di vita:
Mangiare, bere, dormire, fare dalla mattina alla sera la vita del vagabondo, correre dietro alle farfalle, salire sugli alberi, prendere gli uccellini di nido.
Forse il dramma dell'uomo con Dio sta proprio qui: nella sua fantasiosa grandezza di Padre egli ci ha assegnato un destino troppo alto per la nostra statura e il nostro piccolo cuore! "Noi ci saremmo accontentati di tre locali più servizi, mentre Dio ci prepara le eterne praterie del cielo". Dio ha commesso lo sbaglio di voler far "sedere alla sua destra" quest'uomo a cui invece piace di stare a starnazzare nelle paludi di questa terra da cui è stato tratto...!
Il TROPPO di Dio ci spaventa; ma è l'unica umanità che ci è ora possibile dacché l'uomo è stato creato più che uomo! L'essere meno che figlio ed erede di Dio significa essere meno che uomo!
Sarà la vicenda stessa di Pinocchio: o divenire più che burattino, cioè, con un salto di natura, divenire uomo, figlio di Geppetto; o fare come Lucignolo, scendere uno scalino nella scala dell'essere, diventare un ... asinello, un animale! Come capita a volte di ... constatare!

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