COMINCIÒ A FARSI NOTTE
Pinocchio ha fame e cerca un uovo per farsi una frittata,
ma sul più bello la frittata gli vola via dalla finestra
Gli sembrava di aver toccato il cielo col dito, libero com'era dal padre e
fatta tacere anche la coscienza; ... ed ecco farsi notte, sentirsi solo,
affamato: avere paura! Spente le luci della ribalta esaltante, perso il
luccichio falso della vita superficiale, viene per tutti il momento della verità;
ci si trova con se stessi: invece che padroni del mondo... molto spesso - come
Pinocchio - solo dei pezzi di legno!
Ci capitano allora almeno tre cose strane:
- La delusione del "vuoto". Pinocchio guarda in giro affamato e
scorge sul camino una pentola tutta in bollore: meno male! Ma...
la pentola era dipinta sul muro! Immaginatevi come restò!
Capita così anche a noi: credevamo saziante quel traguardo di piacere... e
subito dopo ci lascia la bocca amara; tanto eccitante era quell'esperienza,
e diviene presto inedia; tanto appetibile quel "peccato"... ed è
stato come "succhiare un turacciolo"!
Del resto, solo l'esperienza della "vanità" delle cose ci può
rendere più liberi, umoristi, distaccati e veri; la convinzione che
"passa la scena di questo mondo" (1Cor 7,31) è la premessa
indispensabile per aprirsi alla fede!
- La rassegnazione "esistenziale". Pinocchio affamato cerca
qualunque cosa possa placarlo:
gli avanzi di un po' di pane, magari di un po' di pane secco, d'un
crosterello, d'un osso avanzato al cane, d'un po' di polenta muffita, di una
lisca di pesce, d'un nocciolo di ciliegia, insomma di qualche cosa da
masticare.
Del figliol prodigo è detto: era talmente affamato che "avrebbe voluto
saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava"
(Lc 15,16). L'uomo, così schizzinoso con Dio, diventa poi di bocca buona di
fronte alle cose, che fa suoi idoli irrazionali e ridicoli. "Hanno
bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono ..." (Sal 115,5). E
quanto succede anche oggi: chi ha abbandonato la razionalità e l'umanesimo
plenario cristiano lo si vede finire in forme di irrazionalità magica e
superstiziosa che abbrutisce l'uomo, lo rende schiavo, quando... non lo
porta a suicidi collettivi!
E il risultato finale è la disperazione del nulla e dell'assurdo, come ci
insegnano Sartre e Moravia!
Non trovò nulla, il gran nulla, proprio nulla!
O Dio o il nulla, per l'uomo!
- La "ribellione delle cose". Finalmente Pinocchio, nella
spazzatura, trova un uovo: è tutta la ricchezza rimastagli e il segno della
sua vagheggiata signoria sulle cose! Ma ecco lo sberleffo: dall'uovo salta
fuori un pulcino tutto allegro e complimentoso, che, fatta una
bella riverenza, infila la finestra e se ne va!
L'uomo è nato per servire Dio e regnare sull'universo: se rifiuta il
servizio, perde anche il regno! Se l'uomo si ribella a Dio, le cose si
ribellano all'uomo; non è più il re del creato, è cacciato dal giardino
di Eden, e la terra produrrà "spine e cardi" (Gn 3,18). La Bibbia
parla chiaro! E gli dà conferma anche la nostra esperienza odierna: gli
sperperi e i disastri ecologici sono il risultato dell'insensata tirannia
della tecnica senza amore e senza sapienza, di una cultura atea, cioè che
si sente padrona delle cose. Le quali invece sono un dono di Dio creatore
perché l'uomo ne goda, rispettandone finalità e leggi!
Ma per fortuna la notte... porta consiglio: dal profondo della miseria umana
parte il grido della liberazione e della salvezza, il cui primo passo è il
pentimento. Dice Pinocchio:
Il Grillo parlante aveva ragione. Ho fatto male a rivoltarmi al mio babbo e a
fuggire di casa...! Se non fossi scappato di casa e se il mio babbo fosse qui,
ora non mi troverei a morire di fame!
E' scritto ancora in Luca: "Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti
salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io invece qui muoio di
fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il
Cielo e contro di te ..." (Lc 15,17-18).
E' sempre grande la notte di ogni "Innominato"!