| "Pinocchio" di don Romeo Maggioni | ottava puntata |
QUALCUNO BUSSÒ ALLA
PORTA
Pinocchio si addormenta coi piedi sul caldano
e la mattina dopo si sveglia coi piedi tutti bruciati
Notte oscura nel cuore, per Pinocchio; e notte tremenda, fuori!
Una nottaccia d'inverno, con un ventaccio freddo e strapazzone!
Cercava qualcosa o qualcuno cui aggrappare la sua desolata solitudine, la
disperata miseria e fame! Ma ... :
trovò tutto buio e tutto deserto. Le botteghe erano chiuse; le porte di casa
chiuse; le finestre chiuse; e nella strada nemmeno un cane. Pareva il paese dei
morti.
Anzi, sotto una finestra, cui aveva invocato aiuto, si vide rovesciar giù una
enorme catinella d'acqua, come se fosse un vaso di geranio appassito.
Un mondo senza Dio è delusione e ostilità! E' storia iniziata da Adamo,
raffigurata da Caino, al quale fu detto: "Ora sii maledetto lungi da quel
suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. Quando
lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti; ramingo e fuggiasco
sarai sulla terra" (Gn 4,11-12); e consumata dai diversi caini che a ogni
stagione seminano discordie, guerre e violenze!
Ma non è tutto. Pinocchio rientrato in casa si pone a dormire coi piedi
appoggiati sopra un caldano pieno di brace accesa.
E i piedi, che erano di legno, gli presero fuoco e adagio adagio gli si
carbonizzarono e diventarono cenere.
Il peccato, se ci distacca da Dio (Geppetto in prigione!), se ci abbandona alla
nostra solitudine arrabbiata (ucciso il Grillo parlante!), se ci rende ostili le
cose e la natura (la pentola pitturata e...l'uovo divenuto pulcino!); se ci
inimica con gli uomini (la catinella d'acqua),... ferisce poi anche
profondamente le nostre interiori possibilità, tanto da renderci incapaci ormai
di "camminare con le nostre gambe"!
L'esperienza ce lo dice: c'è un groviglio di sentimenti dentro di noi fatto di
buone intenzioni e di tendenze perverse, un impasto di bene e di male, che
spesso diviene inestricabile e insolubile da noi stessi. E' come una
"tara" congenita, che sentiamo pesarci ogni giorno: un interiore
squilibrio per cui, pur volendo il bene, ci troviamo di aver fatto il male; pur
godendo dello spirito, ci ingolfiamo volentieri nella materia. Scrive San Paolo:
"Io non riesco a capire neppure ciò che faccio: infatti non quello che
voglio io faccio, ma quel che detesto... C'è in me il desiderio del bene, ma
non la capacità di attuarlo; ... quando voglio fare il bene, il male è accanto
a me. Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio, ma nelle mie membra
vedo un'altra legge del peccato che muove guerra alla legge della mia mente e mi
rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra. Sono uno
sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte?" (Rm
7,15-24).
Siamo come una sorgente inquinata che, spontaneamente, pullula assieme a un po'
di bene tanto male! In sostanza: l'uomo con le sue sole capacità - se si chiude
e rifiuta ogni altra grazia di Dio - non riesce a vivere a lungo onestamente;
non sa resistere al male e compiere il bene, cioè essere onesto, giusto,
solidale, aperto al suo vero destino ... ! E neppure... all'altezza di essere
quel che dovrebbe essere!
Dice il concilio: "Il peccato è... una diminuzione per l'uomo stesso,
impedendogli di conseguire la propria pienezza" (Gaudium et spes n.
13). I teologi dicono: "vulneratus in naturalibus", cioè ferito nelle
sue capacità di natura. Da qui l'universalità e ineluttabilità del male.
E per di più l'uomo vive con l'incosciente ingenuità (e supponenza!) di
credersi sano! Illuminismo e materialismo, mentalità radicale e borghese -
anche e soprattutto oggi - poggiano tutta la salvezza sulla capacità di
riscatto esclusivo dell'uomo, sognando un paradiso terrestre fatto o rifatto con
le proprie sole mani! E non ci si accorge che questo tipo di umanesimo immanente
è troppo ottimistico e ingenuo, e fa acqua da tutte le parti!
Pinocchio seguitava a dormire e a russare, come se i suoi piedi fossero
quelli di un altro.
Finché... senti bussare e si svegliò! Perché la salvezza non può venire
che da un Altro!
Sono io, rispose una voce!
"Io sono (cioè JHAWH)", dice a Mosè la voce del roveto ardente (Es
3,14).
Sono io, dice Geppetto al burattino perduto! E' la voce del Padre che
viene a cercarci, lasciando le novantanove pecore al sicuro, per andare dietro a
quella smarrita (Lc 15,4).
E' sempre di Dio l'iniziativa di salvezza, anche quando l'uomo s'addormenta o si
rassegna nel suo destino di morte! E per pura gratuità e misericordia:
"Mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo morì per gli empi... Ora, a
stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto; forse ci può essere
chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene. Ma Dio dimostra il suo
amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per
noi" (Rm 5 6-8).
Percepire questa presenza è l'inizio della risurrezione: "Io sto alla
porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò a
lui, cenerò con lui ed egli con me" (Ap 3,20).
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