| "Pinocchio" di don Romeo Maggioni | dodicesima puntata |
PADRE O BURATTINAIO
I burattini riconoscono il loro fratello Pinocchio e gli fanno una
grandissima festa;
ma sul più bello esce fuori il burattinaio Mangiafoco,
e Pinocchio corre il pericolo di fare una brutta fine
Pinocchio, seduto in fondo alla platea si gode lo spettacolo di Arlecchino e Pulcinella che se le davano di santa ragione così bene che sembravano proprio due animali ragionevoli e due persone di questo mondo. In clima di guerra quotidiana in diretta tv non si fa fatica a concludere che "homo homini lupus", che cioè gli uomini si sbranano come lupi!
Il guaio è che, ormai assuefatti alla violenza come spettacolo, alcuni la legittimano con un mucchio di pretesti; altri si rassegnano considerandola ineluttabile; altri la teorizzano come sistema ("lotta di classe", "lotta armata", "conflittualità permanente", "terrorismo", ...); e alla fine penetra in tutti, come un virus, nei rapporti spiccioli d'ogni giorno che divengono sempre più tesi e avvelenati dalla paura ...! E la vita sociale diviene invivibile. Anche Pinocchio, riconosciuto e chiamato dai burattini, salta sul palcoscenico e fa combriccola con loro, così che invece di continuare la recita, raddoppiano il chiasso e le grida. Proprio come capita sempre: al disordine politico ed economico si aggiunge quello sociale; ... e il pacifismo è buona scusa per rilanciare la pantera e i suoi più disordinati giovani cugini!
Naturalmente, in nome della libertà! Libertà dai tabù del sesso; libertà dalle strettoie del "sistema"; libertà dal nozionismo della "scuola borghese"; libertà dal colonialismo economico; ... per qualche mese s'è gridato anche libertà dal comunismo, ma... sembra che si siano sbagliati! Oggi è libertà dal sionismo, dall'americanismo ...! Un "grande vecchio" domina la scena: va spazzato via, liberiamoci da tutti i padroni, "né Dio né padroni", abbattiamoli questi prepotenti di Mangiafuoco; allora finalmente davvero non saremo più marionette, ma uomini liberi! La condizione di burattini è conseguenza dell'esistenza dei burattinai!
Ma è proprio vero che sia così? La storia ben studiata ci insegna che ogni rivoluzione non ha ottenuto che il risultato di cambiare burattinaio; e non sempre in meglio! Forse è altrove la causa della schiavitù. La storia di Pinocchio oggi ha ancora molto da insegnarci.
Pinocchio si mescola con le altre marionette sul teatro, Pulcinella, Arlecchino, la signora Rosaura..., e sembra del tutto uguale ai suoi fratelli burattini; ma ci accorgeremo presto che la sua sarà una sorte diversa, Mangiafuoco lo dovrà lasciar libero perché - gli dice Pinocchio - dovrà andare alla ricerca del suo babbo e diventare un bravo bambino!
Cosa gli ha impedito di assimilarsi alle altre teste di legno? Appunto il fatto di avere un padre, e quindi un "destino da figlio", un destino di libertà vera!
Dimenticare la nostra condizione di figli di Dio è la radice di un ritorno a essere burattini. E' il riferimento a lui ciò che fonda la dignità e grandezza della persona umana, altrimenti schiacciata dal più forte; è il riferimento a una paternità comune ciò che fonda l'autentica fraternità e solidarietà tra gli uomini, al di là degli interessi ed egoismi.
E più profondamente: solo chi arriva a riconoscere e professare di avere al mondo "un solo Signore Gesù Cristo", non potrà più sopportare altri padroni di questo mondo, sarà capace di disincanto e piena libertà di fronte a ogni manipolazione e potere terreno.
L'osso più duro in ogni forma di dittatura, il più pericoloso dissenso d'ogni regime, la talpa che scava sotto ogni oppressione... è sempre il cristiano e la chiesa. E' capitato anche recentemente nel crollo del comunismo nei paesi dell'est europeo!
La filiazione divina ha ormai gettato nella storia degli uomini una potente risorsa di libertà: e quando gli uomini vi corrispondono, entra in opera la potenza dello Spirito. "Dove c'è lo Spirito del Signore c'è libertà" (2Cor 3,17).
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