| "Pinocchio" di don Romeo Maggioni | quattordicesima puntata |
IL GATTO E LA VOLPE
Il burattinaio Mangiafuoco regala cinque monete d'oro a Pinocchio,
perchè le porti al suo babbo Geppetto,
e Pinocchio invece si lascia abbindolare dalla Volpe e dal Gatto e se ne va con
loro
Si fa in fretta a perdere il Padre, come ha fatto Pinocchio; ma poi ci vuole
tutta una vita per .. recuperare la fede!
E oltre la fatica di superare se stessi, le proprie pigrizie, il proprio
orgoglio che ci ha spinti prima all'emancipazione, capita di trovare sulla
strada del ritorno a Dio continui ostacoli anche esterni, tentazioni piene di
fascino che ci distolgono anche dai molteplici propositi fatti con sincerità.
Una Volpe zoppa da un piede e un Gatto cieco da tutti e due gli occhi si
presentano a Pinocchio, e - Buon giorno, Pinocchio - gli disse la Volpe,
salutandolo garbatamente.
Lupi vestiti da agnello, appaiono nella veste compassionevole del perseguitato
dalla mala sorte, e con tutte le belle maniere possibili. Anzi superinformati e
interessati alle nostre faccende, come gente di casa, tanto che lo stesso
ingenuo Pinocchio si meraviglia: Com'è che sai il mio nome? - Conosco bene il
tuo babbo, risponde la Volpe. Non si può dubitare che satana ci conosca bene, e
conosca il Padre e il destino da figli di Dio cui ci chiama; sta tutta qui la
sua rabbia nei nostri confronti! Anzi la Volpe rimprovera Pinocchio delle sue
infedeltà e ha parole di compassione per Geppetto... Capita spesso che i nemici
divengano più papisti del Papa, e, per tattica, ti diano anche la luna nel
pozzo ...!
E naturalmente, oltre che difensori di Dio e della moralità pubblica, si
presentano come i veri difensori del popolo:
Vuoi tu, di cinque miseri zecchini, farne cento, mille, duemila? Noi lavoriamo
unicamente per arricchire gli altri!
Prospettano rivoluzioni sociali ed economie "scientifiche" sempre
all'insegna della giustizia e della difesa dei poveri...; il loro fascino sta
qui e forse è anche il loro lato buono - almeno per chi è in buona fede. San
Paolo scrive: "Satana si maschera da angelo della luce. Non è perciò gran
cosa se anche i suoi ministri si mascherano da ministri di giustizia" (2Cor
1,14-15). Ma ormai siamo disincantati: costatiamo ogni giorno il crollo di
utopie non precisamente fondate sul rispetto dell'uomo e di Dio!
L'incomprensibile è che, nonostante i fatti di ogni giorno, rimanga ancora
qualcuno - e lo ostenta anche senza provarne vergogna! - che vada per le strade
o al seggio elettorale a dire: Che brave persone! come diceva Pinocchio dei due
compari della nostra storia.
E' del resto il punto debole dell'uomo: anche il figlio prodigo credeva di più
al mondo di libertà sognato lontano da casa; e Adamo, cui il serpente aveva
prospettato di diventare "conoscitori del bene e del male", ha creduto
più a lui che alle promesse e agli anticipi fatti da Dio ...! Il peccato di
Pinocchio, come dei progenitori, non sta nel cedere al fascino del tesoro
favoloso, ma l'aver creduto di raggiungere la felicità non andando verso il
Padre, ma allontanandosi da lui. In fondo, Dio e satana promettono tutti e due
cose grandi: "diventare simili a Dio"; l'aberrante è che ci fidiamo
di più del secondo, fuggendo l'amore che ci ha creato!
Quando riusciamo a fermarci e a ragionarci sopra, tutto ci sembra così assurdo,
e, come Pinocchio, ci viene un dubbio:
No, non ci voglio venire!
Ma purtroppo sappiamo come vanno le cose: quando abbiamo anche solo dato un po'
ascolto alla tentazione, siamo già su una strada scoscesa, è difficile
fermarsi! Perché "larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla
perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è
la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che
la trovano!" (Mt 7,13-14).
Così che tutto finisce spesso come per Pinocchio:
Andiamo subito, io vengo con voi !
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