| "Pinocchio" di don Romeo Maggioni | diciannovesima puntata |
UNA CERTA POLVERINA
BIANCA
Pinocchio mangia lo zucchero, ma non vuol purgarsi;
però quando vede i becchini che vengono a portarlo via, allora si purga
Poi dice una bugia e per castigo gli cresce il naso
Dopo l'inutile consulto medico è la Fata stessa a tentare di riportare in
vita Pinocchio. Gli prepara una certa polverina bianca in mezzo a un bicchier
d'acqua, cercando di persuaderlo a inghiottirla. Vi fa molta fatica, e alla fine
lo convince solo spaventandolo col mostrargli quattro conigli neri come
l'inchiostro che portavano sulle spalle una piccola bara da morto.
Se la guarigione dell'uomo parte da un pentimento interiore della coscienza, c'è
bisogno poi di un gesto della Chiesa - il sacramento - perché la salvezza
giunga a compimento. "Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo" (Mc
16,16): fede e sacramento sono elementi indisgiungibili per l'ortodossia
cattolica in fatto di salvezza.
La causa remota sta nel fatto che la riconciliazione con Dio è frutto gratuito
della croce di Cristo, cioè di un suo atto prima che d'un'opera nostra, ed è
per la connessione con questo atto che il perdono giunge fino a noi. Il nostro
pentirci è, nel suo nocciolo, accoglienza di un'iniziativa di Dio che ci
soccorre, è lasciarsi risanare dal gesto del Buon Samaritano che si china a
fasciare le nostre ferite con olio e vino.
La causa prossima della necessità del sacramento sta nel fatto che Cristo ha
voluto prolungarsi nel tempo attraverso la Chiesa per toccare - visibilmente ed
efficacemente - ogni peccatore col suo gesto di salvezza. Gesto esterno e
"istituzionalizzato" perché da una parte segnali l'origine di quel
perdono - un fatto oggettivo: la morte di croce, perché tanto è costato il
perdono di un Dio! -, e dall'altra dia la sicurezza psicologica di essere
perdonati attraverso un gesto autorizzato e pubblico.
Certo è che i segni scelti da Gesù per dar "vestito" ai suoi gesti
sono a volte sconcertanti nella loro povertà: un po' d'acqua, un pezzo di pane,
la parola di un prete che è uomo come me...! Un giorno Gesù per guarire il
cieco nato fece con la saliva un po' di fango da spalmare sugli occhi! Sembra
riderci sopra gioioso in questo gioco di cose umili per compiere le sue cose
grandi! Ma è A gioco esattamente opposto alla magia: in questa l'uomo vuol
piegare Dio a sé con le sue formule segrete; nel sacramento l'uomo cerca di
piegare la sua volontà orgogliosa al disegno di Dio, accogliendo i suoi gesti
carichi di una virtualità che va ben oltre quel che appare. Come per Naàman il
siro, lebbroso, invitato da Eliseo a lavarsi sette volte al Giordano, così
anche a noi è richiesta fiducia in quel Dio che "ha scelto ciò che nel
mondo è debole per confondere i forti... e ciò che nel mondo è ignobile e
disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono" (1Cor
1,28).
Capita allora di diffidare di questi segni, di arricciare il naso come Pinocchio
davanti alla medicina datagli dalla Fata. E Dio, e la Chiesa, madre e maestra,
non hanno altra scelta che usare qualche metodo un po' forte: visto che la
considerazione della bontà e misericordia di Dio ci tocca poco, ecco il
richiamo al giudizio finale e al fuoco dell'inferno, onde evitare il nostro
fallimento! Un po' di timore di Dio non stona mai con l'amore di Dio! Del resto,
suggerivano i padri: "Medita spesso i Novissimi, ed eviterai i peccatí!".
Lo spavento di Pinocchio alla vista dei becchini è stato decisivo per fargli
prendere la medicina!
E quando si è guariti, cioè riconciliati con Dio, riconosciamo bene che ne
valeva la pena. Anche Pinocchio alla fine dice:
Abbiamo più paura delle medicina che del male.
E' una strana diffidenza quella che abbiamo per la Chiesa e per le sue premure
di salvezza. Pinocchio ha fatto lo schizzinoso, pieno di pretese di fronte alla
Fata che, come buona madre, l'accondiscendeva in tutto. Quanto correr dietro
facciamo noi preti, e quante umiliazioni subiamo dalla gente... pur di
"salvare ad ogni costo qualcuno"!
E alla fine - come fa Pinocchio - non c'è né riconoscenza né sincerità: alla
Fata il burattino dice una serie di bugie che... invece delle gambe corte, gli
allungano il naso a dismisura! Alla fine è chi snobba la Chiesa a rimanere un
giorno... con un palmo di naso!
|
|