"Pinocchio" di don Romeo Maggioni ventunesima puntata


UN "DUNQUE" AMARO E CRUDELE
Pinocchio è derubato delle sue monete d'oro e per castigo si busca quattro mesi di prigione

Pagina amarissima questa di Collodi, piena di sarcasmo e delusione nei confronti della giustizia umana. E' la tragica sorte di ogni povero Pinocchio costretto a essere "vaso d'argilla in mezzo a tanti vasi di ferro"!

Capitò che l'ingenuo Pinocchio, vistosi derubato delle sue quattro monete dal Gatto e la Volpe, sia andato dal giudice della città e li abbia raccontato la sua disgrazia per avere giustizia.
Era il giudice, uno scimmione della razza dei gorilla; l'ascoltò con molta benignità, prese vivissima parte al racconto: si intenerì, si commosse ..., e alla fine sentenziò: "Quel povero diavolo è stato derubato di quattro monete d'oro: pigliatelo dunque, e mettetelo in prigione".
E' quel "dunque" che è terribile! Poiché sei debole, indifeso, sfortunato, magari timido e senza malizia perché innocente..., sei tu che sbagli e devi pagare! Un "dunque" pronunciato anche dal più celebre magistrato della storia, Pilato: "Non trovo in lui nessuna colpa: prendetelo dunque e crocifiggetelo" (Gv 19,6). Se è capitato al Figlio di Dio, ... non c'è speranza di sorte migliore per noi! E' un rovesciamento di parti cui non ci si può rassegnare; per questo siamo tutti "affamati e assetati di giustizia";... e sempre un po' in esilio in questo mondo!

"Dies irae, dies illa", giorno d'ira sarà quel giorno del giudizio finale, quando finalmente Dio farà piena e definitiva giustizia per tutti. Certo ne abbiamo timore un po' tutti, ma al tempo stesso ne sentiamo forte il bisogno e la necessità! Guai se non ci fosse! Guai se tutti i giusti e gli innocenti fossero trattati alla stregua dei malvagi! Non ci sarebbe più possibilità di misura: cosa è vero, cosa è falso? Cosa è giusto, cosa ingiusto? Il giudizio di Dio è il fondamento e la garanzia sicura di ogni autentica giustizia. Nessun giudizio umano può soddisfare il bisogno di valutazione interiore che ha ogni uomo; neppure "il tribunale della storia", perché la storiografia è un compito che i vincitori non spartiscono mai con nessuno!
Per questo la Sposa dice: "Vieni ... !". E l'Agnello risponde: "Verrò presto e porterò con me il salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere" (Ap 22,12). Così finisce la Bibbia!

Pinocchio esce di prigione, dopo quattro lunghissimi mesi, per un'amnistia in cui vengono aperte le carceri e mandati fuori tutti i malandrini! (... Come si ripete la storia in fatto di scarcerazioni facili!). Ma Pinocchio non è un malandrino:
"Voi no - rispose il carceriere - perché voi non siete del bel numero ... ". Escono i terroristi e i capimafia, e stanno dentro i rubapolli!

E per poter uscire, Pinocchio deve dichiarare:
"Sono un malandrino anch'io!" - "In questo caso avete mille ragioni", disse il carceriere!
Siamo al vertice dell'avvilimento! Di "tribunali del popolo" che esigono l'autocritica è piena la storia. E oggi, cadute le ideologie, è il potere economico o la cultura egemone che impongono l'omologazione o l'esser "cacciato fuori"! Almeno una volta ci si pentiva dinanzi a Dio, e ci si sentiva più uomini! Ora dobbiamo umiliarci di fronte agli uomini, disumanizzandoci! Ma... lo chiamano "progresso"!!

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