"Pinocchio" di don Romeo Maggioni ventiduesima puntata


IL SIGNOR SERPENTE
Liberato dalla prigionia, Pinocchio si avvia per tornare a casa della Fata;
ma lungo la strada trova un Serpente orribile, e poi rimane preso alla tagliola

Finalmente è la volta buona: tormentato dalla passione di rivedere il suo babbo, si dirige verso la casa della sua sorellina dai capelli turchini. Ha capito che la buona Fatina è la tappa obbligata per ritrovare babbo Geppetto.
Un proposito che è tutta una passione bruciante da neofita convertito: pur sotto la pioggia e nel fango correva come un can levriero. Lontano - ultimo nel fine ma primo nell'intenzione - sta il pensiero che qualcuno lo ama veramente:
mi struggo di fargli mille carezze e di finirlo dai baci;
più immediato e vicino è il malessere interiore suscitato da tante delusioni e dalla consapevolezza di essere la fonte dei propri guai:
io sono un burattino testardo e piccoso; i ragazzi, a essere disubbidienti, ci scapitano sempre!,
giungendo fino al proponimento di cambiar vita!
Appunto, dolore di aver offeso Dio e dispiacere per il proprio danno sono le molle di ogni autentico ravvedimento: che, se parte da una scelta interiore decisa, sfocia poi nel sacramento della riconciliazione offerto dalla Chiesa!

Ma il sentiero della conversione è irto di ostacoli e tentazioni.
La prima è interiore, ed è la sfiducia nella misericordia di Dio e nella capacità della Chiesa:
la Fata mi perdonerà la brutta azione che le ho fatto? E il mio babbo mi avrà aspettato? Ce lo troverò a casa della Fata?
Certo che ti aspetta tuo padre, povero Pinocchio di sempre! Ricordi la parabola? "Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro" (Lc 15,20). Certo che la Chiesa ha potere vero a nome di Dio: "Ricevete lo Spirito Santo: a chi rimetterete i peccati saranno rimessi ... ". Solo la conoscenza della GRATUITA' dell'amore di Dio e soprattutto la sua MISERICORDIA consegnata da amministrare alla Chiesa con esplicita autorizzazione possono ridare coraggio e nuovo slancio a chi è sfiduciato di tutti!

La seconda è esteriore, ed è data dal grande mostro moderno che è l'opinione pubblica corrente, o la cosiddetta "cultura egemone", quella cui si offre conformismo, compromessi, mimetizzazione, ... in una parola: svendita d'identità!
Apparve sulla strada di Pinocchio il signor Serpente, di mole eccezionale, con gli occhi di fuoco e la coda fumigante, già visibile alla distanza di più di mezzo chilometro, ma dalla vocina dolce e d'insoliti modi cortesi. Scavalcarlo per passare dall'altra parte della strada è il tentativo di Pinocchio ma egli troppo invade la strada: richiede un confronto aperto!
Sembra la descrizione puntuale dei nostri mass-media, "potenze, principati, potestà" del mondo moderno, indifferenti in sé, ma a servizio oggi del "serpente antico, colui che chiamiamo diavolo e satana, che seduce tutta la terra", di cui parla l'Apocalisse (12,9). Penetrano da ogni parte, e solo un tuo rigore personale ti salva dall'omologazione certa e dal capovolgimento dei valori!
Così avviene per Pinocchio:
restò col capo confitto nel fango della strada e con le gambe ritte su in aria.
Quando si perdono i riferimenti divini, il minimo è appunto il capovolgimento dei mezzi e dei fini, e un impantanamento del cuore e della volontà! Col risultato di far morir dal ridere quel mostro tanto grosso e tanto cinico! Perché poi ti capita davvero così: dopo essere stato manipolato nel cervello e nella coscienza, ti ridono in faccia per l'ignoranza che hai mostrato...!
E quel che è peggio, con una propensione al "coniglismo" o assuefazione alla schiavitù: liberato dal Serpente, Pinocchio ricominciò a correre per arrivare alla casa della Fata; ma, entrato in un campo a rubare poche ciocche d'uva moscatella, restò preso da una tagliola, destinata dai contadini alle faine.

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