| "Pinocchio" di don Romeo Maggioni | venticinquesima puntata |
O FATINA MIA, PERCHE' SEI
MORTA?
Pinocchio piange la morte della bella Bambina dai capelli turchini,
poi trova un Colombo che lo porta sulla riva del mare, e lì si getta nell'acqua
per andare in aiuto del suo babbo Geppetto
Capita sempre così: il valore di una mamma lo si scopre quando viene a
mancare. Prima, magari, la si sopportava a fatica: è d'altri tempi, ha sempre
da richiamarci qualcosa, ... a un figlio discolo poi pesa anche il suo soffrire!
Cosi era apparsa anche a Pinocchio la bella Bambina dai capelli turchini! Ma
quando ritorna alla casa della Fata, e non vi trova che la sua tomba con su
scritto:
qui giace, morta di dolore per essere stata abbandonata dal suo fratellino
Pinocchio, questi si dispera e pianse tutta la notte, tanto che le colline
all'intorno ne ripetevano l'eco.
La Bambina dai capelli turchini è la Chiesa, immortale in se stessa (e nella
storia di Pinocchio riapparirà!), ma può morire presso un popolo o un
individuo, per disamore. Gesù lo aveva ben minacciato: "Il regno sarà
tolto a voi e sarà dato ad altri".
È per lo meno strano il rapporto della nostra cultura occidentale con la
Chiesa. Da lei ha ricevuto tutto: l'arte del corretto ragionare, il senso della
solidarietà e fraternità, il culto della libertà...: "liberté, égalité,
fraternité" sono tutti valori evangelici; in sostanza, la più alta
civilizzazione culturale e spirituale! Eppure oggi la nostra cultura
secolarizzata ne misconosce la matrice, ha usurpato quei valori come suoi con
orgogliosa emancipazione, fino a utilizzarli contro la Chiesa stessa e il
vangelo che li ha generati.
Ma guai a tagliarsi le radici! Anche i fiori e i frutti più belli...
inaridiscono. La spietata lettura che la "Centesimus annus" fa degli
avvenimenti dell'Est europeo mette in luce proprio il ribaltamento che avviene
di valori umani sradicati dal loro fondamento etico e religioso: divengono
strumenti di schiavitù e di morte! È l'ateismo la radice dell'errore
antropologico, causa a sua volta della soppressione della libertà, e quindi del
fallimento anche economico.
Chi rinnega la Chiesa, perde come minimo la certezza e la sicurezza di avere un
Padre, la speranza di un destino diverso, la serenità di sentirsi capito,
amato, perdonato da Qualcuno...! Col risultato della solitudine, del sentirsi
sballottato dalle onde della violenza degli uomini e dagli imprevisti del caso.
Anche Pinocchio si lamenta:
E il mio babbo, dove sarà? O Fatina mia, dimmi, dove posso trovarlo? Che vuoi
che faccia io solo in questo mondo? Ora che ho perduto te e il mio babbo, chi mi
darà da mangiare? Dove andrò a dormire la notte? Chi mi farà la giacchettina
nuova?
Mai come oggi v'è verifica di quanto un umanesimo ateo sia controproducente; e
come sia stato proprio lo spirito evangelico della nonviolenza, del dialogo,
della tenacia nel credere alla verità, la forza che ha sollevato l'enorme
macigno che pesava sull'Europa: è ancora la lettura che il Papa fa dei fatti
dell'89.
L'alternativa ad avere un Padre è la schiavitù di un tiranno, o la
disperazione di chi si sente solo e impotente di fronte alla vita.
Sarebbe meglio, cento volte meglio che morissi anch'io!
Non è un caso che cresca l'alienazione tra i giovani, e il suicidio, o per lo
meno il disprezzo della vita (propria e altrui), stia diventando la moda di una
società decadente!
Ma Dio non si stanca e dà sempre nuove possibilità all'uomo che sinceramente
lo cerca. Intanto passò per aria un grosso Colombo...:
Dimmi; non conosci per caso fra i tuoi compagni un burattino, che ha nome
Pinocchio? - Pinocchio?... Pinocchio sono io!
E lo prese sulla sua groppa e lo portò alla ricerca di Geppetto. Esattamente
come è avvenuto nella Storia vera, che il Padre abbia mandato il Figlio e
Questi abbia preso sulla sua umanità la nostra condizione mortale per
riportarci a Casa e alla piena condizione di figli di Dio! È scritto: il buon
Samaritano "gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e
vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese
cura di lui" (Lc 10,34).
Così Pinocchio, così ogni uomo, è rimesso sulla strada interminabile della
ricerca del padre e della propria vera identità!
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