| "Pinocchio" di don Romeo Maggioni | trentunesima puntata |
NONOSTANTE I PRETI...!
Pinocchio ritorna a casa della Fata, la quale gli promette che il
giorno dopo
non sarà più un burattino, ma diventerà un ragazzo.
Gran colazione di caffè e latte per festeggiare questo grande avvenimento
Finalmente Pinocchio è stufo di avventure lontano da casa, e, come il
figliuol prodigo, pentito si avvia a chiedere perdono alla sua cara Fatina. Ma
la conversione non è cosa facile:
Era già notte buia... faceva tempaccio e l'acqua veniva già a catinelle.
E all'ultimo momento sembra molto faticoso il passo:
tant'è vero che faceva un passo avanti e uno indietro. Quando fu lì, sentì
mancarsi il coraggio e, invece di bussare, si allontanò correndo una ventina di
passi. Poi tornò una seconda volta alla porta, e non concluse nulla; poi si
avvicinò una terza volta, e nulla; la quarta volta prese tremando il battente
di ferro in mano e bussò un piccolo colpettino.
Sembra qui rievocata la notte dell'Innominato; Manzoni ha colto davvero in
profondità il travaglio difficile dell'uomo di sempre che voglia rinnovarsi!
Ciascuno rivive qui l'esitazione che sente nell'accostarsi a una decisione
importante, ma sempre rinviata: il ritorno in famiglia dopo una rissa violenta;
il ritorno alla Chiesa dopo anni di indifferenza religiosa; il momento di una
confessione sacramentale che sentiamo particolarmente sincera e personale.
Ma capita spesso che dopo tanta fatica di decidersi a ritornare alla Chiesa, si
incontri poi questa per nulla disponibile, o scontrosa... o semplicemente il
prete sempre indaffarato! Invece che la premura del padre della parabola, sembra
di trovarci davanti a una madre piuttosto esigente e fatta apposta per
scoraggiare... ! Proprio come qui capita a Pinocchio:
dopo mezz'ora si aprì una finestra dell'ultimo piano... e Pinocchio vide
affacciarsi una grossa Lumaca, che aveva un lumicino acceso sul capo;
la quale però ci mise tutta la notte a scendere fino all'uscio di strada. Anzi,
a Pinocchio, che tremava dal freddo, dalla paura e dall'acqua e chiedeva almeno
qualcosa da mangiare, la sublime Lumaca, dopo tre ore e mezzo, portò...
un pane che era gesso, un pollastro di cartone e quattro albicocche di alabastro
colorite di naturale.
Tutto sembra congiurare contro il neofita che vuol convertirsi e deve imbattersi
nella lentezza un po' austera e compassata della Chiesa ...!
Quante volte si dice: nonostante i preti... la fede c'è ancora! Bisogna
ammetterlo: Dio, scegliendo di incarnare in uomini la strada per il ritorno a
lui, ha certamente previsto questo mortificare e appannare il suo volto da parte
di limiti e manchevolezza umane! E' lo scandalo per chi non crede: la stoltezza
della croce; è la forza di chi crede: la potenza del vangelo; perché nessuno
creda per motivi umani, ma per un rischioso abbandono alla sola azione di Dio!
Ogni serio credente sa che il cammino verso Dio è seminato di prove, perché la
fede sia più pura! Del resto è proprio di una lunga esperienza pedagogica far
decantare decisioni che non devono essere superficiali esperienze emotive, ma
prese di volontà che cambiano una vita!
Alla fine però appare la gioia e la festa del ritorno, come la festa in casa
del figliol prodigo: per festeggiare... il grande avvenimento, la Fata preparò
una grande colazione con dugento tazze di caffè e latte, e quattrocento panini
imburrati di sotto e di sopra. E soprattutto ormai l'annuncio della imminente
trasformazione:
Domani finirai di essere un burattino di legno, e diventerai un ragazzo per
bene.
"Stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita"... ; ma
alla fine: "Si fa più festa in cielo per un peccatore pentito, che non per
i novantanove giusti che non hanno bisogno di misericordia"; "Mangiamo
e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era
perduto ed è stato ritrovato" (Lc 15,23-24). E' oggi la tavola imbandita
dell'Eucaristia - confluenza naturale di ogni vera conversione a Dio - e domani
del banchetto eterno imbandito per le nozze del Figlio del Re (Mt 22,2).
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