"Pinocchio" di don Romeo Maggioni trentatreesima puntata


VIETATO VIETARE
Dopo cinque mesi di cuccagna, Pinocchio con sua grande meraviglia
sente spuntarsi un bel paio d'orecchie asinine,
e diventa un ciuchino, con la coda e tutto

Nella notte arriva il carro carico di ragazzetti; lo guida un omino più largo che lungo, così capace di adescare, che tutti i ragazzi, appena lo vedevano, ne restavano innamorati. E anche Pinocchio ci casca:
Fatemi un po' di posto: voglio venire anch'io. E sul far dell'alba arriva nel Paese dei balocchi.

Fermiamoci anzitutto sull'omino. E l'apparizione, finalmente, dell' "avversario", del diavolo, satana, il principe di questo mondo, che "come leone ruggente va in giro, cercando chi divorare" (lPt 5,8); colui che nella storia manovra contro il progetto di Dio per fargli malriuscire l'uomo.
La sua esistenza sembra messa in dubbio dall'uomo che si crede adulto. L'origine del male qualcuno la spiega con l'ignoranza, altri con l'oscurantismo dei tabù religiosi, altri con i condizionamenti delle strutture economiche borghesi. Certo, molte situazioni di male sono il risultato solidificato di cattive volontà umane ed egoismi; ma l'uomo sente che il male è più grande di lui!
L'ipotesi di un'intelligenza sovrumana che lavori contro Dio è ancora la più plausibile, anche perché la Bibbia e le parole stesse di Gesù la descrivono in lungo e in largo. Nel disegno di un mondo costruito da Dio, ma rispettoso della libertà delle sue creature, rappresenta quell'elemento di ribellione che sentiamo anche in noi reale e forte; fino a trovare anche in noi stessi una sintonia e simpatia tali da spingerci spesso a schierarci sotto le sue bandiere. Pinocchio in qualche modo l'ha incontrato e ne è rimasto affascinato, tanto che finora - nella storia che raccontiamo di lui - non ha ancora saputo trovare la porta di casa del padre.
E il demonio - che vuole sostituirsi a Dio - lo scimmiotta nel fascino e nella premura. Si veste "da agnello" - si fa per dire - "mentre dentro è lupo rapace":
un omino più largo che lungo, tenero e untuoso come una palla di burro, con un visino da melarosa, un bocchino che rideva sempre e una voce sottile e carezzevole, come quella di un gatto che si raccomanda al buon cuore della padrona di casa.
Diventa allettevole nella tentazione, fin dai tempi del serpente di Eden:
E tu, amor mio, disse l'Omino volgendosi tutto complimentoso a Pinocchio, che intendi fare? Vieni con noi o rimani?
Lavoratore instancabile, e "principe delle tenebre", lavora di notte:
Tutti la notte dormono, e io non dormo mai!
Quando si è nelle sue mani, la coscienza tace, perchè muore: è la resa completa al nemico; fatta la scelta del male, si dorme il sonno degli incoscienti!
I ciuchini galoppavano, il carro correva, i ragazzi dentro il carro dormivano.

E' una corsa verso il male: "Larga è la porta e spaziosa è la via che conduce alla perdizione" (Mt 7,13). Anche se ha le sue penitenze e i suoi sacrifici:
Stavano male, stavano pigiati, non potevano quasi respirare, ma nessuno diceva ohi, nessuno si lamentava.
Quanto spesso ci si accorge che "gli altri" - fuori dei nostri oratori, ad esempio - sono padroni peggiori e più esigenti, una volta che si è venduta loro l'anima. Già la Bibbia diceva che è meglio cadere nelle mani di Dio che in quelle degli uomini (Daniele).

Finalmente si arriva al paradiso sognato, il Paese dei balocchi, si "tocca il cielo col dito"! Anzitutto le scritte sui muri:
Non vogliamo più schole, abbasso Larin Metica.

Libertà, anarchia, autogestione...: "vietato vietare" è il nuovo vangelo di questa cultura radicale che esalta la libertà assoluta svincolata da ogni riferimento morale dove, nel rifiuto di ogni cultura e tradizione, si costruisce sul vuoto e sul nulla, cioè sulla più smargiassa ignoranza.
E naturalmente, confusione e baldoria: chiasso, strillio, pandemonio, passeraio, baccano indiavolato, baraonda. Per chi è sviato, il peggior inferno è sempre il silenzio pensante e consapevole. Non per nulla la nostra è epoca di discoteche e festival rock...
Questo Paese dei balocchi è raffigurazione di quel "mondo" che vuol costruirsi senza Dio, di cui Paolo dice essere "senza senno, senza costanza, senza amore, senza misericordia". Sembra profezia dei tempi nostri, dove in più però vi è - oltre al divertirsi insensato - anche la violenza tra simili.

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