
SE TU CONOSCESSI...
Le sorprese di Dio:
stupirci per lasciarsi amare
Il problema è la vita, la vita da salvare. Ma.. è
possibile una salvezza? Sembra un illuso chi ne ha ancora speranza, in
tempi in cui col terrorismo il tirar sera diviene una scommessa!
E poi: quale salvezza? Col “pensiero debole” nessuno più crede a grandi
traguardi; è già troppo carpire un po’ di utile e di piacere per l’oggi.
Domani si vedrà! Ma è far morire la ragione.
La risposta all’interrogazione umana sul senso della vita e sul proprio
destino è il caso serio dell’uomo che non si rassegna. Naturalmente nella
verità. Ma quale verità per l’uomo postmoderno che privilegia, anzi
enfatizza il principio soggettivo della autodeterminazione assoluta
rifiutando ogni dato di “natura” che lo precede e lo determina? “Si va
costituendo una dittatura del relativismo – ammoniva Ratzinger la vigilia
della sua elezione a papa – che non riconosce nulla come definitivo e che
lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie”.
Al bailamme delle opinioni che sfocia nell’assurdo, sta l’alternativa del
Mistero. Dal tempo di Pilato (“Che cos’è la verità?” Gv 18,38) il Cristo è
deriso. Ma “la pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata
d’angolo” (Mt 21,42). La verità dell’uomo è Cristo, nel quale, per il
quale e in vista del quale ogni uomo è stato creato (cf. Col 1,16-17).
Questo sanno e credono i cristiani, persuasi che è la verità di chi ha
fatto “la macchina”, il loro Creatore, e che in sostanza è l’unico modo di
concepire e realizzare “una vita buona”.
Scoprire tale disegno divino è sorpresa da lasciare stupefatti e
affascinati; per questo un giorno Gesù ebbe a dire: “Se tu conoscessi il
dono di Dio, saresti tu a chiedere a me quest’acqua viva” (Gv 4,10).
E’ un tentativo di sintesi della fede per invitare alla scoperta delle
sorprese di Dio per stupircene e... lasciarsi da Lui amare!

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