| Vademecum per il pellegrinaggio al Sinai | quinto capitolo |
L'ORIZZONTE DEL MISTERO
Celebrazioni, preghiere,
salmi e canti
prima messa (al Cairo)
"Dall'Egitto ho chiamato mio figlio"
Colletta
O Dio, nei sacramenti che celebriamo tu rendi vivi e presenti in mezzo a noi gli eventi che ci hanno portato a libertà; illumina il cammino che ora iniziamo alla scoperta dei tuoi antichi gesti d'amore e fa che ne godiamo pienamente il frutto. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
Dal libro della Sapienza (13,1-7)
La stoltezza dell'idolatria
Davvero vani per natura tutti gli uomini che vivevano nell’ignoranza di Dio, e dai beni visibili non furono capaci di riconoscere colui che è, né, esaminandone le opere, riconobbero l’artefice. Ma o il fuoco o il vento o l’aria veloce, la volta stellata o l’acqua impetuosa o le luci del cielo essi considerarono come dèi, reggitori del mondo.
Se, affascinati dalla loro bellezza, li hanno presi per dèi, pensino quanto è superiore il loro sovrano, perché li ha creati colui che è principio e autore della bellezza. Se sono colpiti da stupore per la loro potenza ed energia, pensino da ciò quanto è più potente colui che li ha formati. Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore. Tuttavia per costoro leggero è il rimprovero, perché essi facilmente s’ingannano cercando Dio e volendolo trovare. Vivendo in mezzo alle sue opere, ricercano con cura e si lasciano prendere dall’apparenza perché le cose viste sono belle. Parola di Dio.
Rit. Al tuo nome, Signore, da' gloria (Salmo 115)
1. Perché le genti dovrebbero dire: "Dov'è il loro Dio?". Il nostro Dio è nei cieli, tutto ciò che vuole, egli lo compie.
Rit.
2. I loro idoli sono argento e oro, opera delle mani dell'uomo. Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono.
Rit.
3. Diventi come loro chi li fabbrica e chiunque in essi confida. Israele, confida nel Signore: egli è loro aiuto e loro scudo. Rit.
Alleluja, alleluja, alleluja. Cantate al Signore da tutta la terra; cantate un inno al suo nome.
Alleluja.
Dal vangelo secondo Matteo (2,13-16.19-21)
Gesù nuovo Israele liberato
I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo”. Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall’Egitto ho chiamato mio figlio. Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: “Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino”. Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Parola del Signore.
Sulle offerte
Ti sia gradita, Signore, l'offerta che ti presentiamo; e per questo santo scambio di doni fa' che possiamo essere trovati conformi a colui nel quale, mediante la fede, speriamo di trovare salvezza, e che vive e regna nei secoli dei secoli.
Prefazio
E' veramente cosa buona e giusta renderti grazie, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, che ci hai tratto dalle tenebre alla tua ammirabile luce. Tu hai liberato il tuo popolo dall'Egitto perché fosse preannuncio di salvezza per tutto il genere umano. Cristo nuovo Israele - primizia dei risorti - è stato liberato dalla morte perché in lui tutti gli uomini trovassero liberazione e vita perenne. Per questo mistero di grazia, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo con gioia l'inno della tua lode:
Santo..
Dopo la comunione
Per la forza del cibo di vita ricevuto al tuo altare, fa', o Signore, che possiamo essere ricondotti a quella patria che tu hai promesso a quanti temono il tuo nome. Per Cristo nostro Signore.
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seconda messa (a Feiran)
La premura di Dio per il suo popolo
Colletta
Dio onnipotente ed eterno, che hai guidato il tuo popolo nel deserto nutrendolo della manna e dissetandolo all'acqua della roccia, fa' che la tua Chiesa rinvigorita dai tuoi sacramenti possa sempre attingere a quell'acqua che zampilla per la vita eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
Dal libro dell'Esodo (16,2-4.6-7.13-15.31)
Dio dà pane e carne al suo popolo
Nel deserto tutta la comunità degli Israeliti mormorò contro Mosè e contro Aronne. Gli Israeliti dissero loro: «Fossimo morti per mano del Signore nella terra d’Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà! Invece ci avete fatti uscire in questo deserto per far morire di fame tutta questa moltitudine».
Allora il Signore disse a Mosè: «Ecco, io sto per far piovere pane dal cielo per voi: il popolo uscirà a raccoglierne ogni giorno la razione di un giorno».
Mosè e Aronne dissero a tutti gli Israeliti: «Questa sera saprete che il Signore vi ha fatti uscire dalla terra d’Egitto e domani mattina vedrete la gloria del Signore, poiché egli ha inteso le vostre mormorazioni contro di lui. Noi infatti che cosa siamo, perché mormoriate contro di noi? Non contro di noi vanno le vostre mormorazioni, ma contro il Signore».
La sera le quaglie salirono e coprirono l’accampamento; al mattino c'era uno strato di rugiada intorno all’accampamento. Quando lo strato di rugiada svanì, ecco, sulla superficie del deserto c'era una cosa fine e granulosa, minuta come è la brina sulla terra. Gli Israeliti la videro e si dissero l’un l’altro: «Che cos’è?», perché non sapevano che cosa fosse. Mosè disse loro: «E‘ il pane che il Signore vi ha dato in cibo».
La casa d’Israele la chiamò manna. Era simile al seme del coriandolo e bianco; aveva il sapore di una focaccia con miele. Parola di Dio.
Salmo 77
Rit. Un pane dal cielo hai dato al tuo popolo,
lo hai nutrito col pane degli angeli.
1. Nel loro cuore tentarono Dio, chiedendo cibo per le loro brame; parlarono contro Dio, dicendo: «Sarà capace Dio di preparare una tavola nel deserto?».
Rit.
2. Certo! Egli percosse la rupe e ne scaturì acqua e strariparono torrenti. «Saprà dare anche pane o procurare carne al suo popolo?».
Rit.
3. Diede ordine alle nubi dall’alto e aprì le porte del cielo; fece piovere su di loro la manna per cibo e diede loro pane del cielo: l’uomo mangiò il pane dei forti; diede loro cibo in abbondanza.
Rit.
4. Scatenò nel cielo il vento orientale, su di loro fece piovere carne come polvere e uccelli come sabbia del mare; mangiarono fino a saziarsi ed egli appagò il loro desiderio.
Rit.
Dal libro del profeta Osea (11,1-4)
Dio guida il suo popolo come un babbo fa col suo bambino.
Quando Israele era fanciullo, io l’ho amato e dall’Egitto ho chiamato mio figlio. Ma più li chiamavo, più si allontanavano da me; immolavano vittime ai Baal, agli idoli bruciavano incensi.
Ad Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro. Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d’amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare. Parola di Dio.
Alleluja, alleluja, alleluja.
Io sono il pane vivo disceso dal cielo; chi mangia di questo pane vivrà in eterno.
Alleluja.
Dal vangelo secondo Giovanni (6,5-14)
Dio nel deserto nutre il suo popolo col pane di vita.
"In quel tempo, Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: “Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo”. Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: "C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?”. Rispose Gesù: “Fateli sedere”. C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: “Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto”. Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: “Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!”. Parola del Signore.
Sulle offerte
O Dio onnipotente che dai il pane quotidiano a sostegno del corpo e la tua Parola di vita a guida del cammino verso la terra promessa, accetta il dono del nostro cuore riconoscente come primizia e sacrificio a te gradito. Per Cristo nostro Signore.
Prefazio
E' cosa buona e giusta renderti grazie, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai tratto il tuo popolo dalla schiavitù dell'Egitto facendolo passare illeso attraverso il Mar Rosso; nel deserto l'hai nutrito con la manna, l'hai dissetato con l'acqua scaturita dalla roccia e liberato dai nemici. Giunto alla santa montagna gli hai dato la tua Legge di vita perché "non di solo pane vive l'uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio".
Come pastore del nuovo Israele ora hai posto il tuo Figlio Gesù perché guidi la tua Chiesa ai pascoli eterni del cielo nutrendola del suo Corpo e del suo Sangue.
Riconoscenti e ammirati per tanta premura di Padre, ci uniamo alla schiera degli angeli e dei santi per cantare con loro la tua gloria.
Santo...
Dopo la comunione
O Dio di infinito amore, che hai comandato al tuo popolo in Egitto di cibarsi dell'agnello il cui sangue asperso gli diede libertà, salva anche noi nel sangue del vero Agnello pasquale, Gesù Cristo, tuo Figlio, perché liberati dalla schiavitù del demonio, nella verità e nella giustizia, possiamo finalmente servirti con cuore rinnovato. Per lo stesso Gesù Cristo nostro Signore.
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terza messa
(al Sinai - piana di Elia)
Alla ricerca del volto di Dio
Colletta
O Dio eterno, che alla santa montagna ti svelasti a Mosè e ad Elia alla ricerca del tuo volto, dona anche a noi, giunti fin qui per scoprire il tuo mistero raffigurato nel roveto che arde e non si consuma, di assaporare qualcosa della tua divinità, a sostegno della nostra fragile fede. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
Dal libro dell'Esodo (33,12-14.18-23; 34,5-9)
"Fammi vedere il tuo volto", dice Mosè.
Mosè disse al Signore: «Vedi, tu mi ordini: Fà salire questo popolo, ma non mi hai indicato chi manderai con me; eppure hai detto: Ti ho conosciuto per nome, anzi hai trovato grazia ai miei occhi. Ora, se davvero ho trovato grazia ai tuoi occhi, indicami la tua via, così che io ti conosca e trovi grazia ai tuoi occhi; considera che questa nazione è il tuo popolo». Rispose: «Il mio volto camminerà con voi e ti darò riposo».
Gli disse: «Mostrami la tua gloria!».
Rispose: «Farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò il mio nome, Signore, davanti a te. A chi vorrò far grazia farò grazia e di chi vorrò aver misericordia avrò misericordia». Soggiunse: «Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare in vita». Aggiunse il Signore: «Ecco un luogo vicino a me. Tu starai sopra la rupe: quando passerà la mia gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano, finché non sarò passato. Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non si può vedere».
Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà, che conserva il suo amore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione». Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervice, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fà di noi la tua eredità».
Parola di Dio.
Salmo 41
Rit. L'anima mia ha sete del Dio vivente:
quando vedrò il suo volto?
1. Come la cerva anela ai corsi delle acque,
così l'anima mia anela a te, o Dio. Rit.
2. L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente,
quando verrò e vedrò il volto di Dio? Rit.
3. Le lacrime sono il mio pane giorno e notte,
mentre mi dicono sempre: Dov'è il tuo Dio? Rit.
4. Perché ti rattristi, anima mia, perché ti agiti in me?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, lui, salvezza del mio volto e mio Dio. Rit.
Dal primo libro dei Re (19,3.8-13.15)
Ad Elia, sfiduciato, Dio si manifesta in intimità.
Elia, impaurito, si alzò e se ne andò per salvarsi; camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb. Là entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco gli fu rivolta la parola del Signore in questi termini: «Che cosa fai qui, Elia?». Egli rispose: «Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti, poiché gli Israeliti hanno abbandonato la tua alleanza, hanno demolito i tuoi altari, hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto solo ed essi cercano di togliermi la vita». Gli disse: «Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore». Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna. Ed ecco, venne a lui una voce che gli diceva: «Che fai qui Elia? ..Su, ritorna sui tuoi passi verso il deserto di Damasco...». Parola di Dio.
Alleluja, alleluja, alleluja. Dalla nube luminosa si udì la voce del Padre: "Questi è il mio Figlio diletto: ascoltatelo!".
Alleluja.
Dal vangelo secondo Matteo (17,1-8)
L'esperienza del divino sul Tabor
Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: “Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”. All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: “Alzatevi e non temete”. Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Parola del Signore.
Sulle offerte
O Dio misericordioso e compassionevole, lento all'ira e ricco di grazia, accetta l'offerta del nostro cuore che si affida alla tua premura di Padre; fa' che come avvenne per Pietro, Giacomo e Giovanni, possiamo anche noi partire dalla santa montagna rinvigoriti nella fede e nell'amore al tuo Figlio Gesù Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Prefazio
E' veramente cosa buona e giusta renderti grazie, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, che sai rivelarti sempre ai puri di cuore.
A Mosè nel roveto ardente manifestasti il tuo Nome, e alla santa montagna ti rivelasti un "Dio misericordioso e fedele". Ad Elia passasti vicino col soffio leggero della tua consolazione. Agli apostoli sul Tabor hai squarciato il velo sulla divinità del tuo Figlio Gesù. A noi è il tuo santo Spirito a rivelare i misteri del tuo Regno, che riservi sempre ai piccoli e agli umili. Riconoscenti e ammirati per tanta gratuita benevolenza, ti eleviamo, o Padre, l'inno della lode perenne:
Santo...
Dopo la comunione
Il pane del cielo che abbiamo ricevuto, sostenga il nostro cammino, come nutrì e confortò Elia nel deserto, fino a giungere all'incontro con te nella visione del tuo volto nella patria beata. Per Cristo nostro Signore.
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quarta messa (nel deserto, Petra)
Dio prova e perdona il suo popolo
Colletta
Dio onnipotente ed eterno, per quarant'anni guidasti il tuo popolo in questo deserto per metterlo alla prova e stimolarne fiducia e abbandono; nel deserto altrettanto difficile della nostra vita fa' che impariamo ad affidarci pienamente al tuo volere, come fece il nuovo Israele, Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore e nostro Dio, che vive e regna..
Dal libro dell'Esodo (32,1-6)
Il popolo cede alla tentazione dell'idolatria.
Il popolo, vedendo che Mosè tardava a scendere dalla montagna, fece ressa intorno ad Aronne e gli disse: «Fa' per noi un dio che cammini alla nostra testa, perché a Mosè, quell’uomo che ci ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, non sappiamo che cosa sia accaduto». Aronne rispose loro: «Togliete i pendenti d’oro che hanno agli orecchi le vostre mogli, i vostri figli e le vostre figlie e portateli a me». Tutto il popolo tolse i pendenti che ciascuno aveva agli orecchi e li portò ad Aronne. Egli li ricevette dalle loro mani, li fece fondere in una forma e ne modellò un vitello di metallo fuso. Allora dissero: «Ecco il tuo Dio, o Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto!». Ciò vedendo, Aronne costruì un altare davanti al vitello e proclamò: «Domani sarà festa in onore del Signore». Il giorno dopo si alzarono presto, offrirono olocausti e presentarono sacrifici di comunione. Il popolo sedette per mangiare e bere, poi si alzò per darsi al divertimento. Parola di Dio.
Salmo 22
Il Signore è il mio pastore: nulla manca ad ogni attesa,
in verdissimi prati mi pasce, mi disseta a placide acque.
E' il ristoro dell'anima mia, in sentieri diritti mi guida
per amore del santo suo nome, dietro a lui mi sento sicuro.
Pur se andassi per valle oscura
non avrò da temere alcun male:
perché sempre mi sei vicino, mi sostieni col tuo vincastro.
Quale mensa per me tu prepari
sotto gli occhi dei miei nemici!
Del tuo olio profumi il mio capo,
il mio calice è colmo di ebbrezza!
Bontà e grazia mi sono compagne
quanto dura il mio cammino:
io starò nella casa di Dio lungo tutto il migrare dei giorni.
Dal libro del Deuteronomio (8,2-5)
L'amore, come l'oro, si prova col fuoco
"Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi. Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore. Il tuo mantello non ti si è logorato addosso e il tuo piede non si è gonfiato durante questi quarant’anni. Riconosci dunque in cuor tuo che, come un uomo corregge il figlio, così il Signore, tuo Dio, corregge te. Parola di Dio.
Alleluja, alleluja, alleluja. Non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Alleluja.
Dal vangelo secondo Matteo (4,1-11)
Le tentazioni di Gesù nel deserto
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane”. Ma egli rispose: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”.
Gesù gli rispose: “Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”. Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: “Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai”. Allora Gesù gli rispose: “Vattene, Satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”. Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano. Parola del Signore.
Sulle offerte
Accetta, Signore, il nostro sincero pentimento che ti dà gioia più che per novantanove giusti; la tua pazienza di Padre incoraggi sempre il nostro ritorno di figli prodighi. Per Cristo nostro Signore.
Prefazio
E' cosa buona e giusta, e nostra grande gioia, renderti grazie per l'opera di salvezza compiuta dal tuo Figlio Gesù. Egli rifiutando la proposta di satana accettò il disegno del Padre di essere il Servo sofferente che porta il peccato di molti; divenne così il buon Samaritano che si china sulle nostre infermità, il pastore che guida il gregge a salvezza e, alla fine, Colui che può ripetere anche a noi come al ladro pentito: Oggi sarai con me nel Paradiso! Tutto questo è frutto esclusivo della tua gratuità di Padre misericordioso e fedele. Per questo con gli angeli e coi santi innalziamo con gioia l'inno di lode:
Santo...
Dopo la comunione
Verso le tue creature, o Dio, preferisci la misericordia allo sdegno; vedi quanto siamo deboli e incerti: fa' prevalere sulla nostra povertà la luce e la forza della tua grazia che ci hai comunicato in questo sacramento. Per Cristo nostro Signore.
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quinta messa (al Nebo)
Nella memoria di Mosè
Colletta
Dio, che hai liberato il tuo popolo dalle tenebre dell'Egitto e sotto la guida di Mosè, tuo servo, lo hai sottratto a una schiavitù insopportabile, salva anche noi dalla notte del mondo e guidaci alla vera pace, promessa ai nostri padri. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
Dal libro
del Deuteronomio (34,1.4-8.10-12)
La morte di Mosè
Poi Mosè salì dalle steppe di Moab sul monte Nebo, cima del Pisga, che è di fronte a Gerico. Il Signore gli mostrò tutta la terra: Gàlaad fino a Dan, tutto Nèftali, la terra di Èfraim e di Manasse, tutta la terra di Giuda fino al mare occidentale e il Negheb, il distretto della valle di Gerico, città delle palme, fino a Soar. Il Signore gli disse: “Questa è la terra per la quale io ho giurato ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe: “Io la darò alla tua discendenza”. Te l’ho fatta vedere con i tuoi occhi, ma tu non vi entrerai!”.
Mosè, servo del Signore, morì in quel luogo, nella terra di Moab, secondo l’ordine del Signore. Fu sepolto nella valle, nella terra di Moab, di fronte a Bet-Peor. Nessuno fino ad oggi ha saputo dove sia la sua tomba. Mosè aveva centoventi anni quando morì. Gli occhi non gli si erano spenti e il vigore non gli era venuto meno. Non è più sorto in Israele un profeta come Mosè, che il Signore conosceva faccia a faccia, per tutti i segni e prodigi che il Signore lo aveva mandato a compiere nella terra d’Egitto, contro il faraone, contro i suoi ministri e contro tutta la sua terra, e per la mano potente e il terrore grande con cui Mosè aveva operato davanti agli occhi di tutto Israele. Parola di Dio.
Rit. Noi siamo il tuo popolo, Signore,
e il gregge del tuo pascolo. (Salmo 113)
1. Quando Israele uscì dall'Egitto, la casa di Giacobbe da un popolo barbaro, Giuda divenne il suo santuario, Israele il suo dominio.
Rit.
2. Il mare vide e si ritrasse, il Giordano si volse indietro, le montagne saltellarono come arieti, le colline come agnelli di un gregge.
Rit.
3. Che hai tu, mare, per fuggire e tu, Giordano, per volgerti indietro? Perché voi, montagne, saltellate come arieti e voi, colline, come agnelli di un gregge?
Rit.
4. Trema, o terra, davanti al Signore, davanti al Dio di Giacobbe, che muta la rupe in un lago, la roccia in sorgenti d'acqua.
Rit.
Dagli Atti degli Apostoli (7,20-25.29-42)
Mosè, liberatore scelto da Dio.
In quel tempo nacque Mosè, ed era molto bello. Fu allevato per tre mesi nella casa paterna e, quando fu abbandonato, lo raccolse la figlia del faraone e lo allevò come suo figlio. Così Mosè venne educato in tutta la sapienza degli Egiziani ed era potente in parole e in opere.
Quando compì quarant’anni, gli venne il desiderio di fare visita ai suoi fratelli, i figli d’Israele. Vedendone uno che veniva maltrattato, ne prese le difese e vendicò l’oppresso, uccidendo l’Egiziano. Egli pensava che i suoi fratelli avrebbero compreso che Dio dava loro salvezza per mezzo suo, ma essi non compresero. Mosè fuggì e andò a vivere da straniero nella terra di Madian, dove ebbe due figli.
Passati quarant’anni, gli apparve nel deserto del monte Sinai un angelo, in mezzo alla fiamma di un roveto ardente. Mosè rimase stupito di questa visione e, mentre si avvicinava per vedere meglio, venne la voce del Signore: “Io sono il Dio dei tuoi padri, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe”. Tutto tremante, Mosè non osava guardare. Allora il Signore gli disse: “Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo in cui stai è terra santa. Ho visto i maltrattamenti fatti al mio popolo in Egitto, ho udito il loro gemito e sono sceso a liberarli. Ora vieni, io ti mando in Egitto”. Questo Mosè, che essi avevano rinnegato dicendo: “Chi ti ha costituito capo e giudice?”, proprio lui Dio mandò come capo e liberatore, per mezzo dell’angelo che gli era apparso nel roveto. Egli li fece uscire, compiendo prodigi e segni nella terra d’Egitto, nel Mar Rosso e nel deserto per quarant’anni. Egli è quel Mosè che disse ai figli d’Israele: “Dio farà sorgere per voi, dai vostri fratelli, un profeta come me”. Egli è colui che, mentre erano radunati nel deserto, fu mediatore tra l’angelo, che gli parlava sul monte Sinai, e i nostri padri; egli ricevette parole di vita da trasmettere a noi. Ma i nostri padri non vollero dargli ascolto, anzi lo respinsero e in cuor loro si volsero verso l’Egitto, dicendo ad Aronne: “Fa’ per noi degli dèi che camminino davanti a noi, perché a questo Mosè, che ci condusse fuori dalla terra d’Egitto, non sappiamo che cosa sia accaduto”. E in quei giorni fabbricarono un vitello e offrirono un sacrificio all’idolo e si rallegrarono per l’opera delle loro mani. Ma Dio si allontanò da loro e li abbandonò". Parola di Dio.
Alleluja, alleluja, alleluja. Io sono la luce del mondo, dice il Signore; chi segue me non cammina nelle tenebre.
Alleluja.
Dal vangelo secondo Matteo (5,1-11)
Gesù, come Mosè, proclama sul monte la nuova legge.
Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Parola del Signore.
Sulle offerte
Accetta, Signore, la nostra obbedienza di fede che fà della tua Legge l'amore della nostra vita, perché sorretti dalla forza dello Spirito diventiamo operatori e non solo ascoltatori della tua parola. Per Cristo nostro Signore.
Prefazio
E' cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza renderti grazie sempre ma soprattutto in questo luogo in cui apristi il cuore a Mosè alla visione della Terra Promessa. Lo hai scelto bambino salvandolo dalle acque perché divenisse liberatore del tuo popolo. Lo chiamasti a fronteggiare la superbia del faraone perché fosse il segno del tuo braccio potente. Lo inebriasti della tua visione e della tua intimità perché il suo volto riflettesse la luce della gloria divina. Per mezzo suo hai sancito l'antica Alleanza donando una Legge che il tuo Figlio, Gesù, è venuto non ad abolire ma a portare a compimento. E' lo stesso Gesù Cristo che sul monte delle Beatitudini proclamò beati i puri di cuore perché, come Mosè, vedono Dio.
Ammirati da tanta capacità di fare grandi cose in chi si affida pienamente a te, con gli angeli e coi santi cantiamo la tua gloria:
Santo...
Meditazione conclusiva nel silenzio
dopo la comunione
Mosè, uomo di fede: Eb 11,23-29
Per fede, Mosè, appena nato, fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché videro che il bambino era bello; e non ebbero paura dell’editto del re.
Per fede, Mosè, divenuto adulto, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone, preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio piuttosto che godere momentaneamente del peccato. Egli stimava ricchezza maggiore dei tesori d’Egitto l’essere disprezzato per Cristo; aveva infatti lo sguardo fisso sulla ricompensa.
Per fede, egli lasciò l’Egitto, senza temere l’ira del re; infatti rimase saldo, come se vedesse l’invisibile.
Per fede, egli celebrò la Pasqua e fece l’aspersione del sangue, perché colui che sterminava i primogeniti non toccasse quelli degli Israeliti.
Per fede, essi passarono il Mar Rosso come fosse terra asciutta. Quando gli Egiziani tentarono di farlo, vi furono inghiottiti.
Dopo la comunione
Nutriti dal cibo che è il pane degli angeli, pegno della gloria futura, anche noi, come Mosè, guardiamo con desiderio da lontano l'eredità che ci hai promesso, Signore, dove saremo simili a Te, col vederti faccia a faccia, per sempre. Per Cristo nostro Signore.
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PREGHIERA EUCARISTICA II
E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Padre santo, per Gesù Cristo, tuo dilettissimo Figlio.
Egli è la tua Parola vivente, per mezzo di Lui hai creato tutte le cose e lo hai mandato a noi salvatore e redentore, fatto uomo per opera dello Spirito santo e nato dalla vergine Maria.
Per compiere la tua volontà e acquistarti un popolo santo, egli stese le braccia sulla croce, morendo distrusse la morte e proclamò la risurrezione.
Per questo mistero di salvezza, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo a una sola voce la tua gloria:
Santo...
Padre veramente santo, fonte di ogni santità:
santifica questi doni con l’effusione del tuo Spirito,
perché diventino per noi il corpo e il sangue
di Gesù Cristo nostro Signore.
Egli, offrendosi liberamente alla sua passione,
prese il pane e rese grazie,
lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse:
PRENDETE, E MANGIATENE TUTTI:
QUESTO E' IL MIO CORPO
OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI.
Dopo la cena, allo stesso modo,
prese il calice e rese grazie,
lo diede ai suoi discepoli e disse:
PRENDETE, E BEVETENE TUTTI:
QUESTO E' IL CALICE DEL MIO SANGUE
PER LA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA,
VERSATO PER VOI E PER TUTTI
IN REMISSIONE DEI PECCATI.
FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME.
Mistero della fede.
Annunciamo la tua morte, Signore,
proclamiamo la tua risurrezione,
nell’attesa della tua venuta.
Celebrando il memoriale
della morte e risurrezione del tuo Figlio,
ti offriamo, Padre, il pane della vita e il calice della salvezza
e ti rendiamo grazie per averci ammessi alla tua presenza
a compiere il servizio sacerdotale.
Ti preghiamo umilmente:
per la comunione al corpo e al sangue di Cristo
lo Spirito santo ci riunisca in un solo corpo.
Ricordati, Padre, della tua Chiesa
diffusa su tutta la terra: rendila perfetta nell’amore
in unione con il nostro papa N.,
il nostro vescovo N.
e tutto l’ordine sacerdotale.
Ricordati dei nostri fratelli, che si sono addormentati
nella speranza della risurrezione,
e di tutti i defunti che si affidano alla tua clemenza:
ammettili a godere la luce del tuo volto.
Di noi tutti abbi misericordia:
donaci di aver parte alla vita eterna,
insieme con la beata Maria, vergine e madre di Dio,
con gli apostoli e con tutti i santi
che in ogni tempo ti furono graditi,
e in Gesù Cristo tuo Figlio canteremo la tua gloria.
Per Cristo, con Cristo e in Cristo,
a te, Dio Padre onnipotente,
nell’unità dello Spirito santo,
ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli.
AMEN.
Obbedienti alla parola del Salvatore
e formati al suo divino insegnamento, osiamo dire:
Padre nostro, che sei nel cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo al nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
Liberaci, o Signore, da tutti i mali,
concedi la pace ai nostri giorni,
e con l’aiuto della tua misericordia
vivremo sempre liberi dal peccato
e sicuri da ogni turbamento,
nell’attesa che si compia la beata speranza
e venga il nostro salvatore Gesù Cristo.
Tuo è il regno,
tua la potenza e la gloria nei secoli!
Signore Gesù Cristo, che hai detto ai tuoi apostoli:
"Vi lascio la pace, vi do la mia pace",
non guardare ai nostri peccati,
ma alla fede della tua Chiesa,
e donale unità e pace secondo la tua volontà.
Tu che vivi e regni nei secoli del secoli. Amen.
La pace del Signore sia sempre con voi.
E con il tuo spirito.
Scambiatevi un segno di pace.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
dona a noi la pace.
La comunione con il tuo corpo e il tuo sangue,
Signore Gesù Cristo,
non diventi per me giudizio di condanna,
ma per tua misericordia
sia rimedio e difesa dell'anima e del corpo.
Beati gli invitati alla Cena del Signore.
Ecco l'Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo.
O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di' soltanto una parola e io sarò salvato.
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SALMI E CANTI
Salmo 22
Il Signore è il mio pastore: nulla manca ad ogni attesa,
in verdissimi prati mi pasce, mi disseta a placide acque.
E' il ristoro dell'anima mia, in sentieri diritti mi guida
per amore del santo suo nome, dietro a lui mi sento sicuro.
Pur se andassi per valle oscura
non avrò da temere alcun male:
perché sempre mi sei vicino, mi sostieni col tuo vincastro.
Quale mensa per me tu prepari
sotto gli occhi dei miei nemici!
Del tuo olio profumi il mio capo,
il mio calice è colmo di ebbrezza!
Bontà e grazia mi sono compagne
quanto dura il mio cammino:
io starò nella casa di Dio lungo tutto il migrare dei giorni.
Salmo 41
L'anima mia ha sete del Dio vivente:
quando vedrò il suo volto?
Come una cerva anela ai corsi delle acque,
così la mia anima anela a te, o Dio.
La mia anima ha sete di Dio, del Dio vivente,
quando verrò e vedrò il volto di Dio?
Le lacrime sono il mio pane, di giorno e di notte,
mentre dicono a me tutto il giorno: dov'è il tuo Dio?
Perché ti abbatti, anima mia, e ti agiti in me?
Spera in Dio: ancora lo esalterò, mia salvezza e mio Dio.
Salmo 135
Rit. Eterno sarà il suo amore per noi.
Rendete grazie al Signore, egli è buono: Rit.
Rendete grazie al Dio degli dei: Rit.
Rendete grazie al Signore dei signori: Rit.
Ha colpito nei primogeniti l'Egitto:
Di là ha fatto uscire Israele:
Con mano forte e braccio disteso:
Ha diviso in due parti il Mar Rosso:
Di là ha fatto passare Israele:
Ha travolto il faraone e la sua armata:
Ha condotto il suo popolo nel deserto:
Ha colpito grandi sovrani:
Ha ucciso sovrani famosi:
Egli ha dato in eredità la loro terra:
Eredità al suo servo Israele:
Si è ricordato della nostra umiliazione:
Benediciamo il Signore, a lui onore e gloria nei secoli!
Angeli del Signore, benedite il Signore!
E voi o cieli, benedite il Signore!
Acque sopra il cielo, benedite il Signore!
Potenze del Signore, benedite il Signore! Rit.
Sole e luna, benedite il Signore!
Astri del cielo, benedite il Signore!
Piogge e rugiade, benedite il Signore!
O venti tutti, benedite il Signore! Rit.
Figli degli uomini, benedite il Signore!
Popolo di Dio, benedite il Signore!
Sacerdoti del Signore, benedite il Signore!
Servi del Signore, benedite il Signore! Rit.
Anime dei giusti, benedite il Signore!
Umili di cuore, benedite il Signore!
Santi di Dio, benedite il Signore!
Ora e per sempre, benedite il Signore! Rit.
Cieli e terra nuova il Signor darà,
in cui la giustizia sempre abiterà.
Tu sei il Figlio di Dio e dai la libertà:
il tuo giudizio finale sarà la carità.
Vinta sarà la morte: in Cristo risorgerem,
e nella gloria di Dio per sempre noi vivrem.
Il suo è regno di vita, di amore e di verità,
di pace e di giustizia, di gloria e santità.
Canto di liberazione (Maggiolini - Primavesi)
Voglio cantare in onore di Dio
perché mirabile è la sua gloria,
amore, forza e mio canto è il Signore,
solo a lui devo la mia salvezza:
lo esalterò, è il Dio di mio padre.
Stettero immobili le acque divise
per riscattare il tuo popolo, o Dio;
poi l’ira tua volò sopra il mar Rosso,
carri ed esercito di Faraone,
fior di guerrieri sommersero l’onde.
Disse il nemico: io li inseguirò,
raggiungerò la mia preda Israele;
sguainerò la mia spada rovente,
dividerò il bottino dei vinti, la mia mano li sterminerà.
Ma l’ira tua soffiò sopra il mar Rosso,
acque immense copriron le schiere,
si riversarono ad un tuo gesto
e ricoprirono carri e guerrieri
che come pietre raggiunsero il fondo.
Chi è come te tra gli dei, Signore,
chi è come te maestoso e potente
che operasti un prodigio grandioso:
la tua destra stendesti, o Dio,
il mare apristi a salvare i tuoi servi.
Questo tuo popolo che hai riscattato
ora lo guidi tu solo benigno,
con forza e amore lo stai conducendo
alla tua santa dimora divina
che le tue mani, Signore, han fondato.
Voglio cantare in onore di Dio ......
Il tuo popolo in cammino cerca in te la guida.
Sulla strada verso il regno
sei sostegno col tuo corpo:
resta sempre con noi, o Signore!
E' il tuo pane, Gesù, che ci dà forza
e rende più sicuro il nostro passo.
Se il vigore nel cammino si svilisce,
la tua mano dona lieta la speranza.
E’ il tuo vino, Gesù, che ci disseta
e sveglia in noi l’ardore di seguirti.
Se la gioia cede il passo alla stanchezza,
la tua voce fa rinascere freschezza.
E’ il tuo corpo, Gesù, che ci fa Chiesa,
fratelli sulle strade della vita.
Se il rancore toglie luce all’amicizia,
dal tuo cuore nasce giovane il perdono.
E’ il tuo sangue, Gesù, il segno eterno
dell’unico linguaggio dell’amore.
Se il donarsi come te richiede fede,
nel tuo Spirito sfidiamo l’incertezza.
Quanta sete nel mio cuore: solo in Dio si spegnerà.
Quanta attesa di salvezza: solo in Dio si sazierà.
L'acqua viva che egli dà sempre fresca sgorgherà.
Il Signore è la mia vita, il Signore è la mia gioia.
Se la strada si fa oscura, spero in lui: mi guiderà.
Se l'angoscia mi tormenta, spero in lui: mi salverà.
Non si scorda mai di me, presto a me riapparirà.
Il Signore è la mia vita, il Signore è la mia gioia.
Il Signore è la mia salvezza
e con lui non temo più,
perché ho nel cuore la certezza;
la salvezza è qui con me.
Ti lodo, Signore, perché
un giorno eri lontano da me,
ora invece sei tornato e mi hai preso con te.
Berrete con gioia alle fonti, alle fonti della salvezza
e quel giorno voi direte:
lodate il Signore, invocate il suo nome.
Fate conoscere ai popoli
tutto quello che lui ha compiuto
e ricordino per sempre,
ricordino sempre che il suo nome è grande.
BENEDICTUS
Benedetto il Signore Dio d’Israele, *
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di concederci, liberàti dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore
a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,
grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge,
per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e nell'ombra della morte
e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.
Gloria al Padre ...
MAGNIFICAT
L’anima mia magnifica il Signore,
e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente,
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre. Glo..
Beati quelli che poveri sono,
beati quanti son puri di cuore,
beati quelli che vivono in pena
nell’attesa del nuovo mattino.
Saran beati, vi dico beati,
perché di essi è il Regno dei cieli.
Beati quelli che fanno la pace,
beati quelli che insegnano amore,
beati quelli che hanno la fame
e la sete di vera giustizia.
Saran beati, vi dico beati,
perché di essi è il Regno dei cieli.
Beati quelli che un giorno saranno
perseguitati per causa di Cristo,
perché nel cuore non hanno violenza,
ma la forza di questo Vangelo.
Saran beati, vi dico beati,
perché di essi è il Regno dei cieli.
Chiesa di Dio, popolo in festa, alleluia, alleluia!
Chiesa di Dio, popolo in festa,
canta di gioia, il Signore è con te!
Dio ti ha scelto, Dio ti chiama,
nel suo amore ti vuole con Sé:
Spargi nel mondo il suo Vangelo,
seme di pace e di bontà. Rit.
Dio ti guida come un Padre: tu ritrovi la vita con lui.
Rendigli grazie, sii fedele, finché il Regno ti aprirà. Rit.
Dio ti nutre col suo cibo, nel deserto rimane con te.
Ora non chiudere il tuo cuore:
spezza il tuo pane a chi non ha. Rit.
Noi canteremo gloria a te, Padre che dai la vita,
Dio d’immensa carità, Trinità infinita.
Tutto il creato vive in te, segno della tua gloria;
tutta la storia ti darà onore e vittoria.
La tua Parola venne a noi, annuncio del tuo dono.
La tua Promessa porterà salvezza e perdono.
Dio si è fatto come noi, è nato da Maria:
egli nel mondo ormai sarà Verità, Vita e Via.
Manda, Signore, in mezzo a noi, manda il Consolatore,
lo Spirito di santità, Spirito dell’amore.
Symbolum
Tu sei la mia vita, altro io non ho;
tu sei la mia strada, la mia verità.
Nella tua Parola io camminerò,
finché avrò respiro, fino a quando tu vorrai.
Non avrò paura sai, se tu sei con me:
io ti prego resta con me.
Credo in te, Signore, nato da Maria,
figlio eterno e santo, uomo come noi.
Morto per amore, vivo in mezzo a noi:
una cosa sola con il Padre e con i tuoi,
fino a quando, io lo so, tu ritornerai
per aprirci il Regno di Dio.
Tu sei la mia forza, altro io non ho,
tu sei la mia pace, la mia libertà.
Niente nella vita ci separerà:
so che la tua mano forte non mi lascerà.
So che da ogni male tu mi libererai:
e nel tuo perdono vivrò.
Padre della vita, noi crediamo in te;
Figlio salvatore, noi speriamo in te;
Spirito d'amore, vieni in mezzo a noi:
tu da mille strade ci raduni in unità.
E per mille strade, poi, dove tu vorrai,
noi saremo il seme di Dio.
Giovane donna, attesa dell’umanità:
un desiderio d’amore e pura libertà.
Il Dio lontano è qui vicino a te,
voce e silenzio, annuncio di novità.
Ave, Maria. Ave, Maria.
Dio t’ha prescelta qual madre piena di bellezza
e il suo amore t’avvolgerà con la sua ombra.
Grembo per Dio venuto sulla terra,
tu sarai madre d’un uomo nuovo.
Ave, Maria. Ave, Maria.
Ecco l’ancella che vive della tua parola,
libero il cuore perché l’amore trovi casa.
Ora l’attesa è densa di preghiera
e l’uomo nuovo è qui in mezzo a noi. Ave, Maria...
Maria, tu che hai atteso nel silenzio la sua Parola per noi...
Aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.
Maria, tu che sei stata così docile davanti al tuo Signore...
Maria, tu che hai portato dolcemente
l'immenso dono d'amor...
Maria, tu che umilmente hai sofferto del suo ingiusto dolor...
Maria, tu che ora vivi nella gloria assieme al tuo Signor...
Mentre trascorre la vita solo tu non sei mai;
santa Maria del cammino sempre sarà con te.
Rit. Vieni, o Madre, in mezzo a noi, vieni, Maria, quaggiù.
Cammineremo insieme a te verso la libertà.
Quando qualcuno ti dice: "Nulla mai cambierà..",
lotta per un mondo nuovo, lotta per la verità. Rit.
Lungo la strada la gente chiusa in se stessa va;
offri per primo la mano a chi è vicino a te. Rit.
Quando ti senti ormai stanco e sembra inutile andar,
tu vai tracciando un cammino: un altro ti seguirà. Rit.
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Salmi per la Liturgia delle Ore
Cantico Sap 19,6-12.22
Cantico di vittoria del nuovo esodo
Tutto il creato fu modellato di nuovo, *
nella propria natura come prima,
obbedendo ai tuoi comandi, *
perché i tuoi figli fossero preservati sani e salvi.
Si vide la nube coprire d'ombra l'accampamento, *
terra asciutta emergere dove prima c'era acqua,
il Mar Rosso divenne una strada senza ostacoli *
e flutti violenti una pianura piena d'erba;
coloro che la tua mano proteggeva
passarono con tutto il popolo, *
contemplando meravigliosi prodigi.
Furono condotti al pascolo come cavalli, +
e saltarono come agnelli esultanti, *
celebrando te, Signore, che li avevi liberati.
Ricordavano ancora le cose avvenute nel loro esilio,
come la terra, invece di bestiame, produsse zanzare, *
come il fiume, invece di pesci, *
riversò una massa di rane.
Più tardi anche videro una nuova produzione di uccelli, *
quando, spinti dall'appetito, chiesero cibi delicati;
poiché, per appagarli, *
dal mare salirono le quaglie.
In tutti i modi, o Signore, *
hai reso grande e glorioso il tuo popolo
e non hai dimenticato di assisterlo *
in ogni momento e in ogni luogo.
Salmo 123 (124)
Scampati dall'Egitto per la mano potente di Dio
Se il Signore non fosse stato per noi
– lo dica Israele –, +
se il Signore non fosse stato per noi, *
quando eravamo assaliti,
allora ci avrebbero inghiottiti vivi, *
quando divampò contro di noi la loro collera.
Allora le acque ci avrebbero travolti, +
un torrente ci avrebbe sommersi; *
allora ci avrebbero sommersi acque impetuose.
Sia benedetto il Signore, *
che non ci ha consegnati in preda ai loro denti.
Siamo stati liberati come un passero *
dal laccio dei cacciatori:
il laccio si è spezzato *
e noi siamo scampati.
Il nostro aiuto è nel nome del Signore: *
egli ha fatto cielo e terra.
Salmo 94 (95)
Dio è la Roccia da cui scaturisce l'acqua della salvezza
Venite, cantiamo al Signore, *
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie, *
a lui acclamiamo con canti di gioia.
Perché grande Dio è il Signore, *
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra, *
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, è lui che l’ha fatto; *
le sue mani hanno plasmato la terra.
Entrate: prostràti, adoriamo, *
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo, *
il gregge che egli conduce.
Se ascoltaste oggi la sua voce! +
“Non indurite il cuore come a Merìba, *
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri: *
mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere.
Per quarant’anni mi disgustò quella generazione +
e dissi: “Sono un popolo dal cuore traviato, *
non conoscono le mie vie”.
Perciò ho giurato nella mia ira: *
“Non entreranno nel luogo del mio riposo””.
Salmo 77 (78)
L’esperienza del deserto vista dal cuore deluso di Dio
Dimenticarono le sue opere,
le meraviglie che aveva loro mostrato.
Cose meravigliose aveva fatto davanti ai loro padri
nel paese d’Egitto, nella regione di Tanis.
Divise il mare e li fece passare,
e fermò le acque come un argine.
Li guidò con una nube di giorno
e tutta la notte con un bagliore di fuoco.
Spaccò rocce nel deserto
e diede loro da bere come dal grande abisso.
Fece sgorgare ruscelli dalla rupe
e scorrere l’acqua a fiumi.
Eppure continuarono a peccare contro di lui,
a ribellarsi all’Altissimo in luoghi aridi.
Nel loro cuore tentarono Dio,
chiedendo cibo per la loro gola.
Parlarono contro Dio,
dicendo: “Sarà capace Dio
di preparare una tavola nel deserto?”.
Certo! Egli percosse la rupe
e ne scaturì acqua e strariparono torrenti.
“Saprà dare anche pane
o procurare carne al suo popolo?”.
Perciò il Signore udì e ne fu adirato;
un fuoco divampò contro Giacobbe
e la sua ira si levò contro Israele,
perché non ebbero fede in Dio
e non confidarono nella sua salvezza.
Diede ordine alle nubi dall’alto
e aprì le porte del cielo;
fece piovere su di loro la manna per cibo
e diede loro pane del cielo:
l’uomo mangiò il pane dei forti;
diede loro cibo in abbondanza.
Scatenò nel cielo il vento orientale,
con la sua forza fece soffiare il vento australe;
su di loro fece piovere carne come polvere
e uccelli come sabbia del mare,
li fece cadere in mezzo ai loro accampamenti,
tutt’intorno alle loro tende.
Mangiarono fino a saziarsi
ed egli appagò il loro desiderio.
Con tutto questo, peccarono ancora
e non ebbero fede nelle sue meraviglie.
Allora consumò in un soffio i loro giorni
e i loro anni nel terrore.
Quando li uccideva, lo cercavano
e tornavano a rivolgersi a lui,
ricordavano che Dio è la loro roccia
e Dio, l’Altissimo, il loro redentore;
lo lusingavano con la loro bocca,
ma gli mentivano con la lingua:
il loro cuore non era costante verso di lui
e non erano fedeli alla sua alleanza.
Ma lui, misericordioso, perdonava la colpa,
invece di distruggere.
Molte volte trattenne la sua ira
e non scatenò il suo furore;
ricordava che essi sono di carne,
un soffio che va e non ritorna.
Quante volte si ribellarono a lui nel deserto,
lo rattristarono in quei luoghi solitari! (11-29. 32-40)
Salmo 113 (114)
Meraviglie dell'esodo dall'Egitto
Quando Israele uscì dall'Egitto, *
la casa di Giacobbe da un popolo barbaro,
Giuda divenne il suo santuario, *
Israele il suo dominio.
Il mare vide e si ritrasse, *
il Giordano si volse indietro,
Le montagne saltellarono come arieti, *
le colline come agnelli di un gregge.
Che hai tu, mare, per fuggire, *
e tu, Giordano, per volgerti indietro?
Perché voi, montagne, saltellate come arieti *
e voi, colline, come agnelli di un gregge?
Trema, o terra, davanti al Signore, *
davanti al Dio di Giacobbe,
che muta la rupe in un lago, *
la roccia in sorgenti d'acqua.
Salmo 103 (104)
Lode per la creazione
Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto,
tu che distendi i cieli come una tenda,
costruisci sulle acque le tue alte dimore,
fai delle nubi il tuo carro,
cammini sulle ali del vento,
fai dei venti i tuoi messaggeri
e dei fulmini i tuoi ministri.
Egli fondò la terra sulle sue basi:
non potrà mai vacillare.
Tu l’hai coperta con l’oceano come una veste;
al di sopra dei monti stavano le acque.
Al tuo rimprovero esse fuggirono,
al fragore del tuo tuono si ritrassero atterrite.
Salirono sui monti, discesero nelle valli,
verso il luogo che avevi loro assegnato;
hai fissato loro un confine da non oltrepassare,
perché non tornino a coprire la terra.
Tu mandi nelle valli acque sorgive
perché scorrano tra i monti,
dissetino tutte le bestie dei campi
e gli asini selvatici estinguano la loro sete.
In alto abitano gli uccelli del cielo
e cantano tra le fronde.
Dalle tue dimore tu irrighi i monti,
e con il frutto delle tue opere si sazia la terra.
Tu fai crescere l’erba per il bestiame
e le piante che l’uomo coltiva
per trarre cibo dalla terra,
vino che allieta il cuore dell’uomo,
olio che fa brillare il suo volto
e pane che sostiene il suo cuore.
Sono sazi gli alberi del Signore,
i cedri del Libano da lui piantati.
Là gli uccelli fanno il loro nido
e sui cipressi la cicogna ha la sua casa;
le alte montagne per le capre selvatiche,
le rocce rifugio per gli iràci.
Hai fatto la luna per segnare i tempi
e il sole che sa l’ora del tramonto.
Stendi le tenebre e viene la notte:
in essa si aggirano tutte le bestie della foresta;
ruggiscono i giovani leoni in cerca di preda
e chiedono a Dio il loro cibo.
Sorge il sole: si ritirano
e si accovacciano nelle loro tane.
Allora l’uomo esce per il suo lavoro,
per la sua fatica fino a sera.
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Ecco il mare spazioso e vasto:
là rettili e pesci senza numero,
animali piccoli e grandi;
lo solcano le navi
e il Leviatàn che tu hai plasmato
per giocare con lui.
Tutti da te aspettano
che tu dia loro cibo a tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;
apri la tua mano, si saziano di beni.
Nascondi il tuo volto: li assale il terrore;
togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra.
Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
Egli guarda la terra ed essa trema,
tocca i monti ed essi fumano.
Voglio cantare al Signore finché ho vita,
cantare inni al mio Dio finché esisto.
A lui sia gradito il mio canto, io gioirò nel Signore.
Scompaiano i peccatori dalla terra
e i malvagi non esistano più.
Benedici il Signore, anima mia. Alleluia.
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PREGHIERE
Angelus Domini
L’angelo del Signore portò l’annunzio a Maria.
Ed ella concepì per opera dello Spirito santo.
Ave, o Maria...
Eccomi, sono la serva del Signore.
Si compia in me la tua parola.
Ave, o Maria...
E il Verbo si fece carne.
E venne ad abitare in mezzo a noi.
Ave, o Maria...
Prega per noi, Santa Madre di Dio.
Perché siamo resi degni delle promesse di Cristo.
Preghiamo
Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre; tu, che nell’annunzio dell’angelo ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen. (Gloria, Angelo di Dio, L’eterno riposo).
Padre mio, io mi abbandono a Te,
fa' di me ciò che ti piace; qualsiasi cosa Tu faccia di me, io ti ringrazio. Sono pronto a tutto, accetto tutto, purché la tua volontà sia fatta in me e in tutte le tue creature. Non desidero altro mio Dio.
Rimetto la mia anima nelle Tue mani. Te la dono, mio Dio, con tutto l'amore del mio cuore, perché ti amo, ed è per me una necessità d'amore donarmi e rimettermi nelle Tue mani, .. senza misura, con infinita fiducia, perché Tu mi sei Padre. Amen.
(beato Carlo De Foucauld)
Invocazioni allo Spirito santo
Vieni, santo Spirito,
manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto;
ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo, nel pianto, conforto.
O luce beatissima,
invadi nell'intimo il cuore dei fedeli.
Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo, nulla senza colpa.
Lava ciò che è sòrdido,
bagna ciò che è àrido, sana ciò che sànguina.
Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviàto.
Dona ai tuoi fedeli
che solo in te confidano i tuoi santi doni.
Dona virtú e premio,
dona morte santa, dona gioia eterna. Amen.
Alla Vergine Immacolata
Mi rivolgo a te, come figlio a Madre, o Maria Immacolata, Cui tutti ricorrono per un aiuto.
La vita - lo so - ha le sue verità! Mi ero illuso di possedere, fare, godere ..., di non aver bisogno di niente e di nessuno; neanche di Dio! Ed eccomi qua, nel dolore, nella delusione, nel bisogno.
Mi rivolgo a Te, che aiuti proprio là dove non arriva nessuno, dove non esiste merito, dove semplicemente c'è da amare. Poiché Tu sei il cuore umano di Dio intessuto della tenerezza di donna, di sposa e di madre, limpida e generosa come intatta sorgente.
Tu conosci quanto profondamente penetri nella carne e nella vita la sofferenza che mi tocca; fino a cedere, fino a ribellarmi contro Dio e contro tutti. Anche Tu hai provato - ai piedi della croce - il bruciore di una tragedia.
Stendimi la mano, dammi il Tuo aiuto: per poter come Te stare in piedi nella prova, e saper sempre guardare più in là, al Dio che conosce ed è vivo nei secoli dei secoli. Amen.
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