Guida pastorale di Terra Santa primo capitolo


BENVENUTO!


"L'anno venturo a Gerusalemme!". Così pregano e si augurano ad ogni pasqua gli Ebrei dispersi nel mondo: è l'anelito di voler ritornare alle proprie radici, nella Gerusalemme di quaggiù, segno della Gerusalemme di lassù, cui ognuno è incamminato, dopo il pellegrinaggio della vita terrena.

Un pellegrinaggio

Una volta in vita è necessario andare in Terra Santa! Assieme alla bellezza e sorpresa quotidiana di paesaggi sconvolgenti, di incontri con mondi e popolazioni interessanti, con religioni diverse, assieme al fascino culturale d'uno spessore storico che si scopre ad ogni luogo archeologico visitato, per il cristiano costituisce un'avventura esigente ma indimenticabile questa di ripercorrere strade e luoghi "dove Lui è passato". Trovarsi a Nazaret, sul lago di Tiberiade, a Cafarnao, a Gerusalemme, a Betlemme... significa per il credente un "ritorno a casa", su quei posti e fatti che dentro il suo cuore fin dall'infanzia sono roccia sicura d'identità e riferimento morale.
Nella "terra d'Israele" si va anzitutto per leggere quel "quinto vangelo" costituito dalla terra, dalla storia, dall'archeologia; per radicare quindi in coordinate storico-geografiche precise quei FATTI che costituiscono il fondamento della nostra religione. Interprete di quei fatti, perché siano colti come eventi di salvezza, è la BIBBIA, che fa di quella storia di popolo una Storia di Salvezza per tutti i popoli. Nel paese della Bibbia si va per leggere la Bibbia e innamorarsene! Ne deriverà - nella FEDE - la scoperta o riscoperta di un progetto d'umanità ricco e affascinante, degno della sfida che sempre l'uomo serio e la nostra società secolarizzata pongono al Vangelo e al mistero di Dio.
Quel che qui è capitato lo sai bene!
L'uomo cercava da sempre Dio, "come a tentoni nel buio" (At 17,27). S'era fatto di Lui immagini a volte affascinanti, a volte terribili; la storia delle grandi religioni (dal Buddismo a Maometto) è lì a documentarle. Ma sono tutte e solo delle ipotesi, come l'essere arrivati solo fino al citofono di Casa Trinità.
Un giorno qualcuno incominciò a scoprire che per primo Dio cercava l'uomo e lo voleva incontrare. Israele se n'accorse quando si sentì liberato dalla schiavitù del Faraone; Mosè ed Elia ne provarono l'intimità in esperienze mistiche altissime al Sinai; i Profeti lessero tutta la vicenda dell'Antica Alleanza come una storia d'amore sponsale tra Dio e il suo popolo. E alla fine qualcuno incontrò questo Dio in carne ed ossa, nella persona di quel Gesù di Nazaret che dichiarò: "Chi vede me, vede il Padre, perché io e il Padre siamo una cosa sola". E dimostrò di essere il Dio invisibile venuto nella storia a incontrare l'uomo. "Nessuno mai ha visto Dio; il Figlio Unigenito che era nel seno del Padre, lui lo ha rivelato" (Gv 1,18). Finalmente s'era aperta la porta di Casa Trinità e Dio in persona era venuto a rivelarci la sua 'privacy', chi è veramente e che cosa sogna di noi!
Con il Cristo la storia ha fatto una svolta decisiva: l'uomo s'è trovato avviato ad un destino diverso. Va' anche tu in Israele con questa voglia di incontrare la verità di te stesso!

Si dice da noi che andare in Terra Santa è compiere il più bel corso d'Esercizi Spirituali, ma nella bellezza d'una avventura turistica! Ci accompagna, nella sua efficacia misteriosa, la forza di quello SPIRITO di Cristo che accostiamo con docile disponibilità interiore nelle Liturgie Eucaristiche che segnano i punti chiave di questo itinerario. In questi momenti Cristo si rende presente coi suoi stessi atti di allora per comunicarcene tutto il frutto. La Messa invera in un modo impensabile l'incontro con Cristo, ben oltre la memoria dei luoghi e delle parole, coinvolgendoci nel suo mistero di salvezza con la grazia trasformante dello Spirito santo.

Un viaggio affascinante

Ogni mezza giornata si cambia paesaggio, con una sorpresa di colori, di colture, di ambienti umani differenziati e ricchi: dalle vaste pianure del nord, alla dolcezza del lago di Tiberiade, alla torrida valle del Giordano, alle austere e rocciose alture della Samaria, alle terrazze coltivate a vigna della Giudea, fino al silenzio maestoso del deserto e la imponente fissità del Mar Morto ...!
La terra non è vasta: 250 km di lunghezza, "da Dan fino a Bersabea", e circa 80 di larghezza, dal Mediterraneo al Giordano. Un territorio fertile, amato e lavorato fino alla "mistica" nei kibbutzim israeliani, che hanno coperto con una fittissima rete di canalizzazione ogni metro quadro per trarne due e anche tre raccolti per stagione. Il clima è vario: a Gerusalemme si è in montagna (800 mt sul livello del mare), mentre a Gerico si è nell'inferno torrido del Tropico (400 mt sotto il Mediterraneo). Qui si tocca con mano come l'acqua sia vita, e la rugiada una benedizione nei mesi che da marzo a ottobre non piove goccia di temporale.

Corridoio obbligato della "Mezzaluna fertile" tra le pianure dell'Eufrate a est e la valle del Nilo a ovest, è un paese questo che ha visto il transito e il rimescolamento di civiltà, popoli, lingue e religioni. Sul monte Carmelo si sono trovati "ominidi" che risalgono a 60 mila anni fa; e Gerico è la città abitata più antica del mondo, "il capolinea della storia"...! Su questa terra hanno dominato Egiziani e Babilonesi, Filistei e Assiri, Persiani e Greci, Romani e Bizantini, Arabi e Crociati, Turchi e Inglesi...; ed ora convivono con grande tensione Palestinesi ed Israeliani.
Le tre grandi religioni monoteistiche qui hanno i loro santuari più cari, Ebraismo, Cristianesimo e Islam. Gli usi, le celebrazioni, gli influssi e i costumi sociali di tutte e tre qui si mescolano nella vita quotidiana, per le strade della grande Gerusalemme, dove incontri il giudeo osservante vestito del suo caffetano nero col berretto a larga falda, il musulmano pieno di fede che sgrana il suo rosario coi 99 attributi di Allah e la variopinta progenie delle confessioni cristiane, dai Francescani latini, ai Greci Ortodossi, ai Copti, agli Armeni, e ... ogni genere di suore e frati! Venerdì fanno festa i Musulmani, sabato gli Ebrei, e domenica i Cristiani. Cinque volte al giorno il muezzin dall'alto del minareto chiama alla preghiera; il grande shabbat è legge sociale per tutti; la rete nascosta di carità dei cristiani penetra nei più bassi sobborghi della città, dove un volto nuovo di Chiesa sta condividendo in pieno il martirio dei più poveri.

Avvicinandosi a Gerusalemme, nell'alta Giudea, si infittiscono i SASSI: prati, colli, radure... pieni di pietre d'ogni grandezza. Uno scrittore d'Israele ne ha dato una stupenda spiegazione.
Scrive il profeta Ezechiele: "Toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne" (Ez 36,26). Quei sassi attorno a Gerusalemme sono appunto i cuori di pietra che milioni di pellegrini hanno lasciato nella santa città, cambiandolo con un cuore di carne.
E' l'auguro che faccio anche a te, caro pellegrino di Terra Santa, che ti accingi a intraprendere il tuo viaggio: un cuore nuovo sia il risultato della tua fatica, dopo che ti sarai incontrato con la PRESENZA viva e misteriosa di quel DIO-CON-NOI, l'Emanuele, che proprio in questa terra ha preso carne e "ha posto la sua dimora in mezzo a noi" (Gv 1,14).

PREGHIERA PER IL VIAGGIO

Nel fascicolo che in aereo trovi talvolta "nella tasca della poltrona posta davanti a voi", c'è una preghiera in ebraico e inglese: è la benedizione biblica per chi compie il viaggio verso la Santa Città.

O Signore eterno, Dio nostro e Dio dei nostri padri, fa' che questo viaggio sia tutto secondo la tua santa volontà, per poter fare il nostro cammino in tutta serenità e giungere alla meta in pace, in buona salute e gioia. Preservaci, Signore, da ogni malore e da ogni disgrazia.
Facci trovare grazia e misericordia ai tuoi occhi e ascolta la nostra preghiera, perché Tu sei un Dio che ascolti la preghiera e la supplica. Sii lodato, o Eterno, che ascolti la nostra preghiera.

Che l'Eterno ti benedica e ti custodisca! Che il Signore faccia risplendere il suo volto su di te e t'accordi la sua grazia. Che il Dio eterno volga verso di te la sua faccia e ti doni la sua pace. Amen.

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