
UN "VANGELO"
PER IL TERZO MILLENNIO
Ciò che i cristiani credono e vivono
alle soglie del nuovo Millennio
2. IL FATTO DECISIVO
I fatti sono fatti, non sono discutibili. Si potrà dire che mi interessano o
meno, ma quel che è capitato è capitato.
Ora questo è il fatto unico, sorprendente, documentato e sicuro, capitato il 9
aprile dell'anno 30 della nostra éra: un uomo, ammazzato e messo al cimitero,
dopo tre giorni è ritornato in vita, e oggi è ancora vivo con segni che lo
dicono nostro contemporaneo. Si tratta di Gesù di Nazaret, il primo uomo venuto
dall'aldilà a dirci che dopo morte qualcosa c'è e che è possibile riavere la
vita, anzi averne una in pienezza. Perché lui ora siede "alla destra del Padre".
Il problema "di salvare la pelle" ci interessa. Non essendoci altra medicina che
risolva il problema della morte - diceva già San Paolo - per questo io sono
cristiano, per questo è nata la Chiesa, l'insieme cioè di quelli che credono di
poter avere un medesimo destino di vita dopo la morte seguendo e attaccandosi a
questo Gesù di Nazaret risorto, vivo e unico salvatore.
Ma chi era questo Gesù e come ha fatto a farcela scavalcando l'insuperabile muro
della morte che tutti ci blocca?
Come ha vissuto
E' anzitutto un uomo che ha "obbedito" a Dio, che si è fidato di Lui come un
figlio nei confronti di un padre. A differenza di tutti noi che di Dio abbiamo
sospetto e pensiamo di farne a meno. Lui, Gesù, ha fatto questo ragionamento
semplice: la vita non è mia, me l'ha data Dio, Lui è mio Padre. Non posso allora
fare a meno di Lui, è stupido ribellarmi e pensare di essere autosufficiente. Mi
fido pienamente di Lui ed Egli non potrà non darmi o ridarmi la vita. La sua
risurrezione è il frutto di quell'obbedienza così radicale che è stata la croce,
cioè il fidarsi del Dio della vita fino all'assurdo.
Ma tutta la sua vita fu un fidarsi di Dio come Padre. Lo incontrava nella
preghiera, chiamandolo "Abbà! papà!"; ne parlava costantemente con accenti
tenerissimi come di un padre pronto al perdono, provvidente per i buoni e per i
cattivi; diceva che tutto aveva ricevuto da Lui e desiderava ritornare a stare
con Lui per sempre. "Mio cibo" - disse - "è fare la sua volontà", sentirsi cioè
in sintonia piena con Dio. Fino un giorno ad arrivare a dire: "Io e il Padre
siamo una cosa sola".
Chi era
E' appunto questo il fatto che più sorprende e che costituisce la novità assoluta della nostra storia di uomini: quell'uomo Gesù era nientemeno che il Figlio Unigenito di Dio che un giorno prese carne, divenne anche uomo, per tradurre in forma umana - in una vicenda umana concreta - quella sintonia, quella obbedienza, quell'essere una cosa sola col Padre, col Quale dall'eternità viveva già in Casa Trinità. "In principio era il Verbo, e il Verbo era con Dio, e il Verbo era Dio. E il Verbo si è fatto uomo ed è venuto ad abitare in mezzo a noi" (Gv 1,1.14). Questo è il fatto straordinario: Dio si è fatto uomo, si è reso visibile e accessibile in carne ed ossa, e ha dimostrato di esserlo coi suoi miracoli, i suoi discorsi di altissimo valore morale, con la sua gratuità nell'amare tutti, soprattutto i più poveri, nel suo coraggio di morire perdonando, con la sua personale risurrezione, e infine con la permanenza oramai bimillenaria dell'opera da lui voluta, la Chiesa, impresa che sfida i tempi, non fondata certamente su capacità umana..!
In sostanza in Gesù di Nazaret incontriamo un uomo pienamente riuscito nella
vita (perché ha scavalcato anche la morte) e quindi in lui leggiamo il modo di
riuscire anche noi nella vita; e d'altro canto, rivelatosi il Figlio di Dio
fatto uomo, è l'unico - al di là delle ipotesi umane - che ci può parlare con
verità di Dio. "Dio, nessuno lo ha mai visto: l'unico Figlio, che è Dio ed è in
seno al Padre, è lui che lo ha rivelato" (Gv 1,18).
Giriamo allora a Lui con sicurezza le due domande che costituiscono il contenuto
del problema religioso. Chi è Dio? E: chi è l'uomo? Perché, diceva Pascal, non
solo conosciamo Dio unicamente tramite Gesù Cristo, ma conosciamo unicamente noi
stessi tramite Gesù Cristo.
- terza parte -
|