UN "VANGELO"
PER IL TERZO MILLENNIO

Ciò che i cristiani credono e vivono
alle soglie del nuovo Millennio

 

 

3. CHI E' DIO?

Chi sia Dio non è cosa da speculare, ma lo si ricava dai fatti. La sorpresa della storia è scoprire in essa un itinerario ben marcato di rivelazione e comunicazione che Dio fa di Sé all'uomo, segnato - stando alla Bibbia che questo cammino racconta - da almeno cinque tappe. E' dal fare di Dio tra gli uomini che noi giungiamo a farci un suo volto preciso.

La creazione

Dalle opere si conosce l'autore. La ricchezza e l'ordine del creato svelano moltissimo di Dio. "Ciò che di Dio si può conoscere è manifesto; Dio stesso lo ha manifestato a tutti. Infatti le sue perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalle creature del mondo attraverso le opere da lui compiute" (Rm 1,19-20).
In fondo le grandi religioni storiche (Induismo, Buddismo, Islam..) nascono proprio da questa iniziale percezione di Dio; esse orientano l'uomo verso Dio a partire dalla esperienza del suo limite, dal bisogno di senso e di un bene che va oltre la soddisfazione materiale; in sostanza dalla percezione che il creato è solo "antipasto" di un banchetto più grande che Dio prepara per gli uomini.
"Il Verbo illumina ogni uomo", dice il Concilio. I "semi del Verbo" sono ovunque, sono le tracce di Dio, che educano il "senso religioso", aprendo così l'uomo alla contemplazione e lo preparano ad una più piena rivelazione di Dio nella storia.

Israele

Che è quanto appunto è successo. Dio in un modo molto più vistoso s'è rivelato un giorno nella storia, mescolando la sua presenza e la sua azione entro la vicenda di un popolo, scelto come gradino iniziale per il quale scendere nella avventura umana più universale. E' la storia di Israele così come è narrata dalla Bibbia.
Abramo, Mosè, i Profeti hanno sperimentato segni, gesti, interventi personali e pubblici di Dio entro la vicenda quotidiana di questo popolo "eletto", scoprendo di Lui un volto molto più preciso e ricco: creatore e padre, salvatore misericordioso, ma soprattutto ingaggiato personalmente in una autocomunicazione che diviene alleanza, compartecipazione alla vita del suo popolo e dei singoli. I Profeti leggeranno tale alleanza in chiave sponsale con accenti commoventi e convincenti circa il cuore misericordioso di questo Dio.
Dio qui ha come voluto prendere lui per mano quella universale ricerca dell'uomo verso il Trascendente, purificarne il cammino, arricchirla di elementi sempre più veri, fino a orientarla verso una più completa e definitiva manifestazione promessa di Dio, quella di un suo inviato speciale, il Messia. Questo itinerario dell'Antico Testamento è pedagogia necessaria per poter capire e accogliere il vertice della rivelazione divina che è la persona di Gesù di Nazaret.

Gesù Cristo

E un giorno Dio stesso volle rendersi visibile in carne ed ossa per svelare definitivamente il suo volto. Costui ha dimostrato coi fatti - soprattutto con la morte e risurrezione - la sua divinità. Questa è la novità specifica della religione cristiana. Un Dio che non è rimasto lontano, ma che ha voluto condividere fino in fondo - fino alla morte - il duro mestiere di essere uomini, per capirci anzitutto e per salvarci, e per mostrare il modo giusto di vivere la vita perché sia riscattata dai suoi limiti. Un Dio dal cuore di uomo, un Dio che s'è messo all'ultimo posto perché nessuno, anche il più piccolo, si sentisse a disagio davanti a Lui. Un Dio che si presenta discreto e povero per non imporsi che per amore, non per potenza. Un Dio che vuole il dialogo da cuore a cuore.
Un Dio che un giorno s'è messo a lavare i piedi agli uomini, cioè, al di là del segno, a metterci la pelle per noi, per la nostra salvezza. Niente svela più della croce l'amore di Dio per l'uomo, "Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi.." (Rm 8,32). La prova dell'amore è il sacrificio. Non c'è linguaggio più forte ed efficace quale quello del sangue:"Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" (Gv 15,13). "Avendo amato i suoi, li amò sino alla fine" (Gv 13,1). Sant'Agostino, meditando la croce, ha una espressione sublime: "Potuit gutta, venit unda; poteva salvarci con una goccia di sangue, ne venne come una valanga..!". La croce è lo spettacolo della eccedenza di Dio, del suo voler convincerci con lo .. strafare in amore!

Lo Spirito santo

E un giorno questo Dio ne inventò un'altra; dopo aver scavalcato il cielo per giungere in terra, ha scavalcato anche il tempo per rendersi contemporaneo ad ognuno di noi. E' il mistero dell'Eucaristia, dei segni sacramentali coi quali in un modo misterioso ma reale Cristo si rende presente ad ogni generazione di uomini, anzi rende presenti quei suoi stessi atti salvifici, perché nessun uomo resti privo della loro efficacia.
Ci diede così il suo Spirito per poter essere sempre con noi, anzi dentro di noi, dimora, amicizia e forza divina per la nostra condizione di figli di Dio. Lo Spirito santo è l'amore vitale che lega il Padre al Figlio e viceversa, fin dall'eternità. Questo amore vivo di Dio è stato messo nei nostri cuori perché anche noi potessimo riconoscere e sentire Dio come lo sente il Figlio Unigenito, cioè come proprio papà, osando chiamarlo ora: Abbà! "Chi mi ama - dice Gesù - osserverà la mia Parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui" (Gv 14,23). Presentandosi sotto il segno del Pane volle mettersi a piena disposizione nostra, fino a "lasciarsi mangiare" da chi lo ama, per assimilarlo sempre più alla sua stessa vita divina: "Chi mangia di me vivrà per me " (Gv 6,57).

La Trinità

Ma ci aspetta alla fine un destino di comunione ancora più grande, quando vedremo Dio faccia a faccia. Il sogno di Dio è quello di averci membri di casa sua e di partecipare in pieno alla sua stessa vita divina ed eterna. La comunicazione di Dio a noi terminerà con una quasi-identificazione con Lui, nel senso che nell'amore diverremo "simili a Lui". Saremo totalmente coinvolti a pieno titolo in Casa Trinità.
Questo allora è il nostro Dio, che progressivamente si rivela per comunicarsi, fino alla fine a farci con Lui "una cosa sola".

- quarta parte -

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