| Introduzione |
Vieni al Padre - Un Vangelo per il terzo millennio |
Grazia e misericordia
Mi ha sempre molto colpito la figura di Sant'Ignazio d'Antiochia, vescovo
all'inizio del secondo secolo, portato in catene a Roma per essere martirizzato;
lungo il percorso via mare scrive sette lettere ad altrettante Chiese. A quella
di Roma chiede che non interferisca presso le autorità a fermare la sua
condanna, perché anela al martirio come alla sicura riuscita della sua vita:
"Abbiate compassione di me, fratelli: non impeditemi di vivere; lasciate
che io raggiunga la pura luce; giunto là, sarò veramente un uomo. Vi scrivo
che desidero morire; un'acqua viva mormora dentro di me e mi dice: Vieni al
Padre!".
La prima parola "sarò veramente uomo" mi richiama quella -
altrettanto sorprendente - del Concilio Vaticano II: "Chi segue Cristo,
l'uomo perfetto, diventa lui pure più uomo" (GS 41), cioè veramente uomo.
A venti secoli di distanza si afferma ancora che l'unico modo di essere uomini
è quello di essere cristiani.
Si parla poi di una voce interiore che chiama "al Padre". Ogni uomo
sente una profonda nostalgia di Dio, perché è stato creato a sua immagine e ne
porta una impronta incancellabile. Sant'Agostino dirà: "Ci hai fatti per
te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te".
Ma poi si dice che "un'acqua viva" mormora dentro. Quest'acqua viva è
il dono dello Spirito santo promesso da Gesù: "Chi ha sete venga a me e
beva. Come dice la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno.
Questo disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in
lui" (Gv 7,37-38).
Ecco: un bisogno del "Padre" che c'è dentro l'uomo; una riuscita
d'umanità modellata su Cristo; uno Spirito che attira con dolcezza interiore.
Come si coniugano questi elementi nel discorso sull'uomo?
A me sembra che le cose siano andate così. Al centro della nostra storia sta un
fatto, l'uomo Gesù di Nazaret, la cui vicenda umana è lo snodo decisivo per
capire in profondità il mistero dell'uomo. Egli appare essenzialmente un uomo
votato a Dio Padre come figlio obbediente, fino al rischio della croce, e, per
questo, risuscitato ed esaltato alla destra dell'Altissimo.
In Lui - rivelatosi il Figlio unigenito di Dio fatto uomo - si scopre la radice
lontana e l'identità specifica di ogni uomo, predestinato "ad essere
conforme all'immagine del Figlio suo" (Rm 8,29); in Lui si riconosce
"il primogenito di ogni creatura" (Col 1,15) fattosi nostro fratello
per riscattare l'uomo dall'antica ribellione che da Adamo ci ha tutti coinvolti;
da Lui infine riceviamo quel dono dello Spirito che, nei sacramenti della
Chiesa, ci costituisce figli di Dio effettivamente capaci - perché sempre
perdonati - di realizzare quel lontano progetto di Dio di renderci alla fine
membri a pieno titolo di Casa Trinità.
La vicenda - intreccio strutturale tra Dio e l'uomo, come dono gratuito -, ha il
suo punto nodale in una libertà che accetta o rifiuta tale dono. Questo fatto
rende drammatica la vicenda, ma la fa apparire - poiché l'uomo inesorabilmente
dice di no - una storia di pazienza e di perdono da parte di Dio, connotando il
Suo volto e tutta la sua opera come essenzialmente misericordia.
Appunto: grazia e misericordia è lo specifico del "vangelo"
cristiano, vero fondamento della nostra sicurezza e serenità interiore. Grazia
come insospettato destino a diventare dio come Dio; misericordia perché dono
dato nonostante il rifiuto - e continuamente riofferto - per l'opera di quel
nostro "consanguineo" fin dall'origine che è Cristo redentore.
Questo vangelo, questa buona notizia, è quanto va annunciato agli uomini del
Terzo Millennio, del quale qualcuno ha scritto: "O sarà religioso o non
sarà!"; perché imparino meglio di noi ad obbedire a quella voce
interiore, della natura e dello Spirito, che "mormora: Vieni al
Padre!".
Questo libretto ha la presunzione di essere "un vangelo", cioè un
"catechismo" del Giubileo. E' un tentativo di sintesi degli elementi
che più aiutano la visione dell'uomo - una antropologia - a partire da una
cristologia, cioè dallo sguardo su Gesù, modello unico riuscito di umanità.
E lo fa con un linguaggio tutto trapunto di parole bibliche perché lì e non a
parola umana sia il riferimento sicuro. Naturalmente lo stile è quello non del
professore, ma del pastore; forse meno preciso e completo, ma più attento ai
risvolti esistenziali.
Sono pagine che vogliono mettersi in dialogo con le sfide di oggi. Tre esse
sono.
La prima è quella con la morte. E' la sfida di sempre, accanita oggi più che
mai col delirio di onnipotenza che vive la tecnologia biologica. Io questa sfida
l'ho vinta, avendo incontrato un uomo che, messo al cimitero per tre giorni, è
poi tornato vivo in carne ed ossa, per garantire anche a me un medesimo destino
di resurrezione e di vita.
La seconda è la sfida del postmoderno, della libertà soggettiva che non
accetta regole e dati che leghino in qualche forma la propria autonomia; è lo
scontro del rapporto libertà-verità. Questo è ancora un nervo scoperto per
me, sensibile e reattivo, che tento di cauterizzare con la conoscenza sempre
più approfondita di quel "dono di Dio" di cui parlò Gesù alla
Samaritana, quell'acqua che disseta per sempre e che va oltre ogni mia
aspettativa.
La terza è la sfida di quando - o prima o dopo - la pelle brucia; è la sfida
del dolore e della sofferenza. Di questa sfida ho paura, e mi preparo col
cercare di caricarmi il cuore della certezza che Dio non delude!
Per rispondere alle sfide e offrire una speranza vera - garantita da fatti -, la
Chiesa ha posto al trapasso di Millennio il Grande Giubileo, duemillesimo
compleanno di quel Gesù di Nazaret che essa riconosce e annuncia come unico
Salvatore del mondo.
Le cose che qui troverai parlano di Lui, ma per cogliere ciò che dice e fa per
noi, e come l'accoglierlo cambi la vita.
Vale la pena di saperne di più. Una volta Gesù ebbe a lamentarsi con la
Samaritana: "Se tu conoscessi il dono di Dio... saresti tu stessa a
chiedere quest'acqua viva!" (Gv 4,10). Sì, capita proprio così: non
amiamo Dio perché non lo conosciamo.
Prova anche tu a fermarti un momento per prendere sul serio il problema
religioso - da adulto, e domandarti una volta tanto: ma chi è questo Dio?
Serve? Che ci guadagno? E' proprio così decisivo per la vita?
Farai delle scoperte inattese. E capiterà a te come a Sant'Agostino, che
esclamava: "Tardi ti ho incontrato, o Bellezza tanto antica e tanto nuova!
Tardi ti ho conosciuto..!".
Anche tu dirai: Se lo sapevo prima ...!! Ne rimarrai affascinato e ti troverai a
dire: Era proprio quello che cercavo!
Allora: ... Vieni al Padre!
Bibliografia, per saperne di più e meglio,
(oltre naturalmente il CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA e il Catechismo
CEI per gli adulti dal titolo LA VERITA' VI FARA' LIBERI):
 | Giacomo Biffi, Esplorando il disegno, LDC, Torino |
 | Giuseppe Colombo, L'ordine cristiano, Glossa, Milano |
 | Nicola Cabasilas, La vita in Cristo, Città Nuova, Roma |

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