Vieni al Padre - Un Vangelo per il terzo millennio


"Se tu conoscessi...!"

Un giorno Gesù ebbe a dire alla Samaritana: "Se tu conoscessi il dono di Dio.. saresti tu a chiedere a me quest'acqua viva" (Gv 4,10).
Ama chi conosce; forse non hai mai avuto la fortuna di scoprire seriamente che cosa ci guadagni l'uomo ad aprirsi a Dio.

Ecco queste prime pagine come ... assaggio, per invogliare a una ricerca più coinvolgente, e ripulire il cuore e la mente da tanti pregiudizi che sono la barriera più sottile ma "irrazionale" che ci divide ancora dalla scoperta del Dono di Dio!


1) PAURA DI DIO?

Tu hai paura di Dio? Sbagli.
Dio non ti interessa? E' solo perché non lo conosci!

Un grande storico contemporaneo dice che l'icona più tipica del Cristianesimo è un Dio che lava i piedi agli uomini; un Dio che s'è messo all'ultimo posto perché anche il più misero degli uomini non abbia 'soggezione' di Dio. Non esiste altra religione che presenti un Dio così condiscendente e umile, messosi a servizio dell'uomo!
"Pur essendo di natura divina.. spogliò se stesso assumendo la condizione di servo" (Fil 2,6-7). "Il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti" (Mt 20,28).

Naturalmente questo gesto è il segno di un fatto preciso: la sua morte in croce per la nostra salvezza. "Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine" (Gv 13,1). Infatti "non c'è amore più grande di chi dà la vita per i suoi amici" (Gv 15,13). Un Dio che s'è interessato all'uomo fino a metterci la pelle per lui. E' un gesto che ha sempre colpito molto il cuore del credente. Sant'Agostino, meditando la croce, ha quell'espressione sublime: "Potuit gutta, venit unda; poteva salvarci con una goccia di sangue, ne venne una valanga..!"; a dirci l'eccedenza dell'amore di Dio, quasi un voler strafare in amore per convincerci, col linguaggio crudo e concreto del sangue versato per noi. Un giorno Gesù, parlando a Sant'Angela da Foligno, disse: "Guarda che io non ti ho amato per scherzo!".

Il gesto di dare la vita compiuto da Gesù è essenzialmente per esprimere in forma concreta e provocatoria ciò che è il cuore del Padre per ogni uomo. Al pensarci, San Paolo ne rimaneva incantato: "Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con Lui?" (Rm 8,31-32). Se ha sacrificato persino il proprio Figlio, vuol dire che è proprio pronto a tutto per noi! Un Dio quindi più che affidabile.

E non perché siamo belli o meritiamo qualcosa: "Mentre noi eravamo ancora peccatori, Cristo morì per gli empi nel tempo stabilito. Ora, a stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto; forse ci può essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi" (Rm 5,6-8). Gesù un giorno esprimerà tutta la gelosia e la premura sua e del Padre nell'immagine del pastore attento alle sue pecore: "Io do loro la vita eterna, e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio" (Gv 10,28-29). Non esistono parole più rassicuranti di queste: nelle mani del più grande di tutti; .. anche del malocchio, anche di satana!

L'amore di Dio è per la vita, è pienezza di vita per l'uomo: "Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna" (Gv 3,16). Si deve alla fine proprio concludere che "Dio ama ogni sua creatura più di se stesso". O come si dice da noi, con forma dialettale, che "Dio mi muore dietro d'amore..!".

Un Dio che venuto a condividere l'esperienza di noi uomini un giorno ebbe a dire: "Qualunque cosa avete fatto a uno dei miei fratelli più piccoli, l'avete fatta a me" (Mt 25,40). Tanto stima ogni uomo che vi si identifica; e questo costituisce l'unico serio fondamento della dignità della persona umana. Non esiste religione più umanistica e solidaristica quanto il Cristianesimo.

E' l'esperienza dell'amore di Dio che fà i santi, cioè gli innamorati di Dio. Santa Teresa di Lisieux era sul letto di morte, 24 anni, spacciata dalla tisi; le annunciano l'imminenza della morte. Un sorriso ed esclama: "Papà, le bon Dieu, finalmente viene a prendermi!". Era il segreto della sua vita e della sua serenità: Dio come suo papà! Appunto: "Abbà!" ci ha insegnato Gesù a chiamare Dio, come un bimbo chiama il suo babbo.

"Dio è amore", e ci ha amati per primo. "In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è Lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati" (1Gv 4,10). Per questo Sant'Agostino diceva: "Uno ama quando si sente amato. Ora proprio per questo io amo Dio, perché Lui per primo ha amato me" (Disc. 34).
Incrocio ogni giorno l'uscita da scuola dei bambini alla mano della mamma: è un poema di serenità e di confidenza che incanta! Solo il cuore di una mamma può capire il cuore di Dio; del resto Gesù lo disse: "Se voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli ..." (Mt 7,11). Aggiungo da un po' di tempo che meglio ancora è il cuore di una mamma tradita dal figlio adolescente quello veramente capace di comprendere il cuore più profondo di Dio..., come lei sempre pronto al perdono anche di fronte al più grave rifiuto!
E Dio non ci ama a mucchio, ma proprio ancora lui, Agostino, diceva: "Dio ama ciascuno come fosse l'unico"!

Per questo non è più concepibile paura o indifferenza di fronte a un Dio così!
Forse vale la pena di conoscere meglio questo volto vero di Dio. E allora anche tu te ne innamorerai!


2) PAURA DELLA MORTE?

Il tuo, il nostro vero problema che più ci angoscia è la morte. E' inutile farne mistero.
Si può evitarla? No, tutti dicono. Ma si può almeno sognare una qualche sopravvivenza, una "reincarnazione", .. qualcosa insomma che duri di me? Molti lo sperano, qualcuno l'ipotizza. Ma con quali garanzie, con quale certezza? Non sono tutte illusioni e chiacchiere?
Lo sono. Fatti ci vogliono.

E fatti ci sono. E' capitato - era il 9 aprile dell'anno 30 della nostra éra - che un uomo messo al cimitero, dopo tre giorni l'abbiano trovato vivo. E, stando a molti segni, è vivo ancora oggi!
La documentazione è di prima mano, da testimoni oculari. Tre donne a Gerusalemme vanno al sepolcro.. e lo trovano vuoto! Quel Gesù che cercano appare dapprima a una di loro, la Maddalena, che s'era attardata lì attorno; quindi appare a Pietro e agli altri apostoli, e più tardi a più di cinquecento persone in una volta sola; da ultimo appare anche a Paolo che fu convertito da persecutore in apostolo di questo Cristo che aveva incontrato vivo sulla via di Damasco.
"Avete ucciso - dice San Pietro - l'Autore della vita. Ma Dio l'ha risuscitato dai morti e di questo noi siamo testimoni" (At 3,15). Tutta la fede cristiana è partita da questa certezza. I suoi discepoli che "hanno mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti" (At 10,41), diranno: "Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato" (At 4,20). E non era certo gente credulona, se stiamo alla pretesa di Tomaso, che non voleva credere alla parola degli altri: "Se non vedo io, se non tocco ... non crederò!" (Gv 20,25). E quando constaterà di persona, dovrà ammettere che era proprio lui, Gesù, VIVO, col suo stesso corpo di prima: "Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: SONO PROPRIO IO! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che ho io" (Lc 24,38-43).

E di fronte al fatto, non c'è più da far discussioni.
Qualche volta ti sarai chiesto: chissà se sarà vero che c'è un aldilà; non è mai venuto nessuno da dopo morte.
E invece no. Gesù di Nazaret è l'unico - ma ha anche detto di essere "il primogenito dei risorti" -, ad essere risorto, con il suo stesso corpo, e per una vita che non finisce. Ha infatti promesso: "Chi vive e crede in me, anche se muore, vivrà" (Gv 11,26). Una vita a qualità superiore; non una sopravvivenza generica, ma una esistenza divina simile alla sua: "Voglio, Padre, che quelli che mi hai dato siano con me dove sono io" (Gv 17,24). E lui, Gesù, già sta "alla destra del Padre", cioè è entrato in una comunione di vita piena e perenne con Dio. E' quanto noi cristiani professiamo nel "Credo": credo la risurrezione della carne e la vita eterna.
La risurrezione della carne. E' necessario ribadire questa verità, che cioè è il mio stesso corpo a risorgere. Troppi pensano a una generica risurrezione solo dell'anima. Il corpo marcisce al cimitero, ma Dio lo ricrea di nuovo. Scrive San Paolo: "Qualcuno dirà: come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno? Stolto! Ciò che tu semini non prende vita se prima non muore; e quello che semini non è il corpo che nascerà, ma un semplice chicco, di grano per esempio o di altro genere. E Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun seme il proprio corpo. Così anche la risurrezione dei morti: si semina corruttibile e risorge incorruttibile; si semina ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza" (1Cor 15,35-43). L'esperienza che noi ora possediamo è quella del corpo risorto di Gesù: era ancora il suo anche se sotto leggi nuove (passava dalle porte chiuse ..!). E del corpo di Maria, assunta in cielo, che quando appare si mostra sempre giovane e bella!

Al di là d'ogni nostra aspettativa è davvero il dono di Dio! Non è più ragionevole aver paura della morte! Se il problema della morte è il tuo problema e lo vuoi risolvere, qui è l'unica risposta. Sta tutta qui la fortuna di noi cristiani: di avere in mano l'unica medicina disponibile sul nostro mercato umano per scavalcare la morte: "Io sono la risurrezione e la vita" (Gv 11,25). Legarsi a Cristo è l'unico modo per trasformare la marcia disperata verso la morte in un transito verso la vita e la glorificazione perenne. E ci dici poco?

Da allora è cominciato un mondo nuovo; da lì è cambiata la sorte dell'umanità. Da lì è nato il Cristianesimo.

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