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Vieni al Padre - Un Vangelo per il terzo millennio |
E veniamo ai fatti
La svolta è sorprendente e inattesa: non più solo tracce di Dio attraverso
le sue opere di Creatore, ma Lui in persona, libera e dialogante, che entra
nella storia per incontrare l'uomo. Lo fa a partire da Abramo, da Mosè, per
mescolarsi alla vicenda storica (e geografica) di un piccolo popolo, Israele.
E - più sorprendente ancora - si rivela per comunicarsi, per una Alleanza; lì
come gradino iniziale per scendere poi nell'avventura umana più universale.
Una alleanza che è una proposta di intimità "sponsale"; l'icona
sintetica è nella vicenda narrata dai Profeti: La canzone dell'amore di Dio per
la sua sposa.
E per sfociare infine - dopo una attesa preparata col messianismo -, ad una
sorpresa ancor più impensabile: un Dio che si rende visibile in carne ed ossa
nel fatto di Gesù di Nazaret.
"Dio nessuno mai l'ha visto; proprio il Figlio unigenito che è nel seno
del Padre, lui lo ha rivelato" (Gv 1,18). Chi sia Dio ora non è più cosa
da speculare, ma lo si ricava dai fatti.
7) ISRAELE
Un giorno un uomo si trovò ad ospitare uno sconosciuto: "L'anno venturo
tua moglie Sara avrà un figlio". - "Come è possibile, io sono
vecchio e mia moglie è sterile". - "C'è forse qualche cosa di
impossibile al Signore?" (Gen 18,14). E Abramo ebbe il figlio Isacco.
Inizia così il dialogo lento e progressivo di Dio con un uomo, un clan, un
popolo, segnando la vicenda di Israele di infiniti fatti "impossibili
all'uomo, ma non a Dio". Mosè toccherà con mano la liberazione
impossibile dall'Egitto per mano di quel Jahvè che aveva incominciato a
riconoscere al roveto ardente come "Colui che è vicino, che si appassiona
al suo popolo". E' la storia di Israele così come è narrata dalla Bibbia.
Dio qui ha come voluto prendere lui per mano quella universale ricerca dell'uomo
verso il Trascendente, purificarne il cammino, arricchirla di elementi sempre
più veri; se Dio nella storia si è servito sempre di grandi protagonisti
religiosi per aiutare a far fare salti di qualità alla nostra umanità, qui in
Israele abbiamo come dei protagonisti "autorizzati", nel senso che
diviene più evidente un intervento diretto di Dio nella loro vita, nel loro
messaggio, trovandovi chiaramente un sigillo soprannaturale. La vicenda di
Israele sembra assunta da Dio stesso per divenire paradigmatica nel segnare la
strada e il riconoscimento del vero Dio. Questo itinerario dell'Antico
Testamento è pedagogia necessaria per poter capire e accogliere il vertice
della rivelazione divina che è la persona umana di Gesù di Nazaret.
Colto il senso, è necessario conoscere i fatti.
La vicenda di Abramo (sec. XVIII a.C.) e la sua esperienza di fede provata (Gen
22, il sacrificio di Isacco) segna l'inizio di una vicenda familiare riletta
alla luce di Dio. Con Mosè (attorno al 1250 a.C.) nasce il popolo di Dio,
uscito dalla schiavitù dell'Egitto, consacrato al Sinai con l'Alleanza, e
provato nei 40 anni di deserto, verso la Terra promessa. Verso l'anno 1000 a.C.
Davide raccoglie un Regno attorno alla capitale Gerusalemme, e, con Salomone suo
figlio, una nazione unificata religiosamente attorno al Tempio. Fu l'epoca in
cui operarono molti grandi profeti: Elia ed Eliseo nel IX secolo; nel sec. VIII
Amos e Osea al nord e Isaia al sud; nel VI secolo Geremia. Proprio qui avviene
la grande tragedia della schiavitù di Babilonia (586-538), crogiuolo di prova
di fede, ma periodo fecondo di ripensamento e comprensione del più vasto
disegno di Dio. Si parla ora, con Geremia ed Ezechiele, di una nuova Alleanza,
più spirituale e più universale. Maturano Scritti sapienziali che esprimono la
concezione personale e sociale di una comunità ispirata alla Parola di Dio, e
cresce sempre più l'aspettativa di un rinnovamento della storia operato da Dio
attraverso un suo futuro inviato, il Messia.
E' in questa fase più matura che vengono riportate a livello di umanità intera
(Gen 1-11) le intuizioni che Israele ha avuto nella sua lunga esperienza di
rapporto con Dio; ed è qui quindi che si intravede la mira finale di tutta la
Bibbia. Entro la trama dei fatti - è vicenda di un popolo qualunque - si
mescola tutta l'azione e il giudizio di Dio per interpretare secondo il suo
disegno l'avventura quotidiana: la Bibbia racconta appunto fatti ma letti con
parole che ne dicono il senso profondo secondo Dio. "Questa rivelazione
avviene con eventi e parole intimamente connessi, in modo che le opere, compiute
da Dio nella storia della salvezza, manifestano e rafforzano la dottrina e le
realtà significate dalle parole, e le parole dichiarano le opere e chiariscono
il mistero in esse contenuto" (DV 2).
Si vuol giungere così a saper leggere in filigrana nella propria esistenza di
ogni giorno l'agire permanente di Dio, con il suo popolo di sempre e nella
storia personale d'ognuno, a partire proprio da quello che Dio ha fatto al
"primogenito", cioè Israele - "nostri fratelli maggiori"
chiamerà il Papa gli Ebrei. Sulla scorta del vero volto di Dio lì
manifestatosi (portato a compimento definitivo poi da Cristo), e dello
stile/atteggiamenti che lì si è colto dell'agire di Dio si impara a realizzare
giusti rapporti con Lui e soprattutto ad accogliere la sua permanente iniziativa
di salvezza.
8) L'ALLEANZA
Niente quanto l'amore fa capire una persona. Con Dio è lo stesso: lo si capisce
sperimentandolo. Con lo stupore del sentirsi amato, accogliendo con riconoscenza
la gratuità del suo innamorarsi di noi; con la appassionata dedizione di un
cuore che si abbandona fiducioso in Colui che merita tutto. Solo così si sa
veramente di Dio!
E del resto non c'è altra mira del rivelarsi di Dio, se non quella di
comunicarsi, cioè di creare un profondo scambio d'amore reciproco. Oggi in una
libera (a volte difficile perché provata) relazione d'amore, ma per sfociare in
una comunione che sarà un possesso, il divenire "una cosa sola con
Lui".
Vivere la fede non è altro che questa esperienza d'amore. Naturalmente: provare
per credere! Basta dirlo ai MISTICI. Santa Teresa d'Avila ne sa qualcosa. Vale
la pena di leggere la sua Autobiografia.
Tutta la Bibbia esprime esattamente questo esporsi graduale di Dio sulla nostra
vita per proporsi come Partner dell'uomo. La categoria più sintetica per
cogliere il senso della Bibbia è l'Alleanza.
E' certo il tema più frequente di tutta la Rivelazione biblica (287 volte), che
si può ben sintetizzare come storia delle diverse alleanze che Dio fa con il
suo popolo. Molte forme, ma in sostanza l'unica grande decisione di Dio è
quella di voler salvare l'uomo, istituendo con lui un vincolo che implichi
l'adesione libera e responsabile.
Tutta la Bibbia è un DIALOGO: alla proposta continua del dono di Dio l'uomo è
chiamato a rispondere con coscienza e libertà.
Già con Abramo (Gen 15) Jahvè conclude un berit, un'alleanza, attraverso un
gesto scongiuro, con gli animali tagliati a metà. Dio fa liberamente delle
promesse; richiede fedeltà da Abramo.
Il libro del Deuteronomio rilegge l'Alleanza al Sinai come un trattato di tipo
assiro: Dio e il popolo si impegnano reciprocamente. Ma non è un contratto
legalistico; è piuttosto un chinarsi di Dio a sollecitare una adesione calda di
fedeltà: "Non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli il
Signore si è legato a voi e vi ha scelti, chè anzi voi siete il più piccolo
di tutti i popoli; ma perché il Signore vi ama... Riconoscete dunque che il
Signore vostro Dio è un Dio fedele" (Dt 7,7-9).
Con Davide Dio stringe un'altra alleanza; è la promessa di un casato, fatta da
Natan (2Sam 23,5). Ma anche qui non è un legittimare comunque una discendenza;
è alla condizione della "giustizia e del diritto" (Sal 89,15) che Dio
sarà fedele. Quindi il rapporto riguarda più la comunità religiosa che non lo
stato; l'alleanza è costruita sulle esigenze della fraternità, giustizia e
pace: il popolo fedele, quello Dio salva!
Una parola a parte merita l'alleanza come è riletta dai profeti. Questi
accentuano l'aspetto di rapporto libero, spirituale, interiore, sviluppando la
'teologia del cuore'. E' una alleanza SPONSALE, quella che Dio vuol stabilire
col suo popolo - dice Osea. (Ne diamo specifica esemplificazione più avanti).
Si parla infine di una alleanza col mondo e col cosmo, quella sancita con Noè.
Quella del Sinai è certamente il fatto fondante: il popolo di Dio è nato qui,
un popolo cioè non solo liberato, ma maturato per un dialogo. Qui è la
sorgente della Torah: la Legge rappresenta tutto per Israele. Ma la descrizione
che nell'Esodo se ne fa è un 'memoriale', è come una grande Liturgia del
tempio, trasportata qui ed enfatizzata, a cui collegare tutta la legislazione.
La ricorrente celebrazione del culto al tempio, nella quale si attualizza e
rivive l'Alleanza sinaitica, è evento contemporaneo, perché Dio è disponibile
a fare e rinnovare quella Alleanza con ogni suo popolo di sempre.
Al dono di Dio, il popolo risponde con infedeltà. Da qui tutto il tema
dell'intercessione di Mosè, del perdono, del castigo, della selezione...: temi
che vengono ripresi lungo l'esperienza del deserto.
Ma l'infedeltà diventa un 'vizio', qualcosa di ricorrente. Forse c'è bisogno
di un ulteriore intervento di Dio, forse è necessaria una NUOVA ALLEANZA che
interiorizzi di più il dialogo e la fedeltà tra Dio e uomo. Ne parlano Geremia
ed Ezechiele.
Ecco il testo di Geremia. "Ecco verranno giorni - dice il Signore - nei
quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alleanza
nuova. Non come l'alleanza che ho conclusa con i loro padri, quando li presi per
mano per farli uscire dal paese d'Egitto, una alleanza che essi hanno violato,
benché io fossi loro Signore. Parola del Signore. Questa sarà l'alleanza che
io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò
la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il
loro Dio ed essi il mio popolo. Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri,
dicendo: Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo
al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non
mi ricorderò più del loro peccato" (31,31-34).
Il Deuteronomio parla di 'circoncisione del cuore': "Il Signore tuo Dio
circonciderà il tuo cuore e il cuore della tua discendenza, perché tu ami il
Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l'anima e viva" (Dt 30,6).
E' l'interiorizzazione della legge, fino al livello della propria personale
coscienza.
Ezechiele si spingerà più avanti: questa nuova alleanza sarà costituita da un
"cuore nuovo", da uno "spirito nuovo". Quando si parla di
'spirito' s'intende la realtà di Dio in quanto vuol comunicarsi e trasformare
l'uomo.
"Vi prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul
vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi
purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; vi darò un
cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore
di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi
farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le
mie leggi. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio
popolo e io sarò il vostro Dio" (Ez 36,24-29).
Gesù nel realizzare questa nuova e definitiva alleanza, parlerà del dono dello
Spirito santo come della forza interiore, vera nuova legge del cristiano, che
sospinge alla vita: "Poiché la legge dello Spirito, che dà la vita per
mezzo di Cristo Gesù, ci ha liberati dalla legge del peccato e della
morte" (Rm 8,2). Paolo parla ormai di una vita "secondo lo
Spirito", opposta a quella 'secondo la carne": "seguire la carne
porta alla morte; seguire lo Spirito porta alla vita e alla pace. Voi però non
siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito
di Dio abita in voi" (Rm 8,6-9).
Più precisamente sarà Cristo stesso la Nuova Alleanza, perché è anzitutto
lui il legame sostanziale tra l'umano e il divino. E Cristo sarà il sacerdote
definitivo che nel tempio celeste celebra continuamente questa liturgia di
riconciliazione fatta una volta per tutte con lo spargimento del suo sangue
(cfr. la Lettera agli Ebrei).
Nell'Eucaristia - riflesso in terra della liturgia celeste - quindi, sacramento
della nuova ed eterna alleanza, si raccolgono tutte le immagini del passato:
banchetto, sangue, parola, dono dello Spirito, .. ma anche risposta libera e
fidente dell'uomo, ringraziamento per la perenne iniziativa di Dio di voler fare
comunione con tutti.
Ma leggiamo le pagine dei profeti che costituiscono l'ICONA più commovente del
Dio che la Bibbia ci manifesta.

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