Vieni al Padre - Un Vangelo per il terzo millennio


Un Dio innamorato

"Vivere è danzare"... dice Madeleine Delbrel. Ma la gioia della danza sta nell'abbandono, agile, tra le braccia robuste dell'uomo che ti guida. Quanto più quelle braccia sanno il tocco giusto, tanto più la tua persona diviene leggerezza, bellezza, poesia...!
La santità consiste nel rischiare un Partner, nella danza della propria vita, tremendo e favoloso, che è Dio stesso, al Quale affidare "il ballo della nostra obbedienza".

Tutta la Bibbia racconta questo invito "nuziale" che Dio fa al suo popolo e ad ogni anima, perché divenga la sua sposa e con docilità sia condotta al giorno delle nozze eterne.
In particolare i Profeti hanno tracciato quasi una immagine sintetica di questa avventura d'amore di Dio nei confronti del suo popolo di sempre, leggendo la vicenda dell'Alleanza sinaitica e poi l'esperienza del deserto come momento di un amore offerto, tradito e poi perdonato. Sono le pagine più calde di tutta la Bibbia nelle quali scoprire il vero volto di Dio e la sua misericordia di fronte all' "adulterio" dell'uomo che è il peccato. E' quella che si può chiamare: la canzone dell'amore di Dio per la sua sposa.

Chi l'avrebbe mai detto: Dio è un nostalgico! "Così dice il Signore: Mi ricordo di te, dell'affetto della tua giovinezza, dell'amore al tempo del tuo fidanzamento, quando mi seguivi nel deserto, in una terra non seminata. Allora eri soltanto mia!" (Ger 2,2-3). Il deserto come tempo del primo amore tra Dio e Israele e come il luogo dell'educazione all'amore: "Il Signore vostro Dio vi ha messo alla prova per conoscere se veramente amate il Signore vostro Dio con tutto il vostro cuore e con tutta la vostra anima" (Dt 13,4).
Ezechiele ha qui una delle pagine più sublimi. Immagina che Israele sia come una bambina appena nata, che i genitori suoi hanno esposta: destinata alla morte.
"Alla tua nascita, quando fosti partorita, non ti fu tagliato l'ombelico e non fosti lavata con l'acqua per purificarti; non ti fecero le frizioni di sale, né fosti avvolta in fasce. Occhio pietoso non si volse su di te per farti una sola di queste cose e usarti compassione, ma come oggetto ripugnante fosti gettata via in piena campagna, il giorno della tua nascita - destinata alla morte, come ogni uomo! - Passai vicino a te e ti vidi mentre ti dibattevi nel sangue e ti dissi: Vivi nel tuo sangue e cresci come l'erba del campo" (Ez 16,4-6).

"Vivi e cresci" è la prima parola di Dio sull'uomo; ma poi molto di più:
"Crescesti e ti facesti grande e giungesti al fiore della giovinezza: il tuo petto divenne fiorente ed eri giunta ormai alla pubertà; ma eri nuda e scoperta. Passai vicino a te e ti vidi; ecco, la tua età era l'età dell'amore; giurai alleanza con te, dice il Signore Dio, e divenisti mia!" (Ez 16,7-8).
Se Dio ci crea per la vita, poi ci cerca per l'AMORE! Un amore giovanile, appassionato, quale traluce nella dolcissima parabola d'amore del Cantico dei Cantici: "Mi hai preso il cuore, sorella mia, mia sposa, con un solo tuo sguardo. - Per me c'è solo lei, la mia stupenda colomba. - Quanto sei bella, come sei graziosa, amore mio, delizia mia" (passim).
E' quindi con la baldanza dell'innamorato e la tenerezza del fidanzato che Dio entra nella storia dell'uomo: "Ti lavai con acqua, ti ripulii del sangue e ti unsi con olio; ti vestii di ricami, ti calzai di pelle di tasso, ti cinsi il capo di bisso e ti ricoprii di seta; ti adornai di gioielli: ti misi braccialetti ai polsi e una collana al collo: misi al tuo naso un anello, orecchini agli orecchi e una splendida corona sul tuo capo. Così fosti adorna d'oro e d'argento; le tue vesti eran di bisso, di seta e ricami; fior di farina e miele e olio furono il tuo cibo; diventasti sempre più bella e giungesti fino ad esser regina. La tua fama si diffuse fra le genti per la tua bellezza, che era perfetta, per la gloria che io avevo posta in te, parola del Signore Dio" (Ez 16,9-14).
Un innamoramento con esplicita promessa di matrimonio: "Si, come un giovane sposa una vergine, così ti sposerà il tuo Creatore; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te" (Is 62,5). E la sposa attenta sente l'arrivo dell'innamorato: "Eccolo, viene saltellando per i monti, balzando per le colline. Somiglia il mio diletto a un capriolo o ad un cerbiatto. Ecco, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia attraverso le inferriate" (Cant 2,8-9).

E veramente il nostro Dio ha scavalcato gli abissi che separano divinità e umanità, e s'è fatto Sposo (cfr. Mt 9,15 e Gv 2,10) per realizzare quel sublime mistero che è l'incarnazione, cuore e contenuto di tutta la nostra fede. Scrive Sant'Agostino: "L'utero della Vergine fu la stanza nuziale nella quale si sono uniti lo Sposo e la Sposa, il Verbo e la carne" (In IGv). "Cristo infatti ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei" - modello dell'amore sponsale (Ef 5,25-32).
E la Gerusalemme celeste "ornata come una sposa pronta per andare incontro allo sposo" (Ap 21,2), sarà definitivamente "la sposa dell'Agnello" (Ap 21,9).
Dirà San Paolo di ogni vero cristiano: "Vi ho promesso in matrimonio a un solo sposo, a Cristo, e intendo presentarvi a lui come una vergine pura" (2Cor 11,2). "Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all'infuori di chi la riceve" (Ap 2,17). E' il brillantino del fidanzamento ...!

Quanto poi Israele - a questo primo amore nel deserto - sia stato fedele, lo dice un lamento in Geremia: "Nessuna ragazza dimentica di mettersi i suoi gioielli, nessuna sposa dimentica l'abito di nozze. Il mio popolo invece si è dimenticato di me da troppo tempo" (Ger 2,32).
E noi, quante volte abbiamo abbandonato "la veste nuziale" (cfr. Mt 22,12)? Per questo la nostalgia di Dio per il primo amore, si trasforma in richiamo pressante e forte: "Ho un rimprovero da farvi; non avete più l'amore dei primi tempi. Come siete cambiati! Ricordate come eravate da principio, tornate ad essere come prima!" (Ap 2,4-5).

horizontal rule



horizontal rule