Vieni al Padre - Un Vangelo per il terzo millennio


Un amore perdonato

Al dolore di Dio, al suo sconcerto di fronte al tradimento dell'uomo, succede la sua iniziativa di ricupero e di salvezza. E' ancora la sorprendente vicenda di Osea che alla fine riaccoglie in casa la donna infedele.
"Il Signore mi disse: "Ama la tua donna, anche se ti tradisce con un amante. Amala, come il Signore ama gli Israeliti, anche se si rivolgono ad altre divinità e si dilettano nell'offrire agli idoli dolci di uva passa" (Os 3,1).

Con gesto di altissima carità e perdono Osea riprende in casa la sposa infedele. Quando in questa coppia strana, il partner umano viene meno, il Partner divino non ha altra scelta che di ripiegare sulla misericordia e del perdono. Capita da noi di sentire le nostre mamme dire, di fronte ad un figlio discolo: Che vuoi farci.. o massal o mantegnill!
"Perciò, ecco, la attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Le renderò le sue vigne e trasformerò la valle di Acòr in porta di speranza. Là canterà come nei giorni della sua giovinezza, come quando uscì dal paese d'Egitto. E avverrà in quel giorno - oracolo del Signore - mi chiamerai: Marito mio, e non mi chiamerai più: Mio padrone. Le toglierò dalla bocca i nomi dei Baal, che non saranno più ricordati" (Os 2,16-18).

L'iniziativa è ancora e sempre di Dio: "Noi eravamo ancora incapaci di avvicinarci a Dio, quando Cristo, nel tempo stabilito, morì per i peccatori. E' difficile che qualcuno sia disposto a morire per un uomo onesto; al massimo si potrebbe forse trovare qualcuno disposto a dare la propria vita per un uomo buono. Cristo invece è morto per noi, quando eravamo ancora peccatori: questa è la prova che Dio ci ama" (Rm 5,6-8). Il Dio della Bibbia è un Dio che ci vuol mostrare più che un amore di benevolenza, un amore di misericordia e di perdono. Cioè che ci sa amare anche quando noi gli siamo ostili o indifferenti.

Gesù ha parlato a lungo del cuore di questo Dio presso il quale "si fa più festa in cielo per un peccatore pentito che non per novantanove giusti..." (Lc 15,7). Egli è il buon pastore che va in cerca della pecora smarrita (Lc 15,3-7); è il padre della parabola che fa festa al ritorno del figlio prodigo (Lc 15,11-32). Noi a Dio - mi insegnava un grande biblista anziano - non possiamo regalare niente che già Lui non abbia, tranne una cosa: dargli la gioia col chiedergli perdono! Scrive Sant'Ambrogio: "Non leggo nella Bibbia che Dio si sia riposato quando creò il cielo e la terra; o le piante e gli animali; leggo che si è riposato quando creò l'uomo perché finalmente aveva trovato uno cui potesse perdonare" (Esamerone).
Sant'Agostino concludendo il commento all'episodio evangelico dell'adultera (Gv 8,1-11) diceva: "Relicti sunt duo: miseria et misericordia" - Dopo che tutti se ne furono andati ("Chi è senza peccato scagli per primo la pietra", aveva detto Gesù), sono rimasti solo la donna (misera, cioè la peccatrice) e la misericordia (cioè Gesù).

E alla fine il sogno grande di questo Sposo che è Dio si realizza.
"Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nell'amore, ti fidanzerò con me nella fedeltà e tu conoscerai il Signore. E avverrà in quel giorno - oracolo del Signore - io risponderò al cielo ed esso risponderà alla terra; la terra risponderà con il grano, il vino nuovo e l'olio e questi risponderanno a Izreèl. Io li seminerò di nuovo per me nel paese e amerò Non-amata; e a Non-mio-popolo dirò: Popolo mio, ed egli mi dirà: Mio Dio" (Os 2,21-25)

Il verbo ebraico qui usato fa riferimento al matrimonio con una vergine; Dio abolisce totalmente il passato adultero di Israele che ora diviene creatura nuova. Questo è lo spessore profondo del perdono di Dio.
"Il tuo creatore sarà il tuo sposo, il suo nome è: Signore dell'universo. Il Santo d'Israele ti salverà, il suo nome è: il Dio di tutta la terra. Tu eri come una donna afflitta, abbandonata da suo marito (... com'è fine Iddio: in verità è Israele che ha abbandonato Dio!). Ma ora il Signore ti chiama e di nuovo ti dice: Come si può dimenticare la donna sposata quando si è giovani? Ti ho abbandonata solo per un momento, ora, poiché ti amo, ti riprenderò con me. Per la collera ti ho lasciata, ma solo per un momento. Ora ho avuto pietà e sarò sempre con te con un amore infinito. Lo dice il Signore tuo liberatore" (Is 54,5-8).
"Il tuo nome non sarà più 'Città abbandonata', il tuo paese non si chiamerà più 'terra desolata'. Invece il tuo nome sarà 'Gioia del Signore' e la tua terra si chiamerà 'Sposa felice'. Infatti sarai veramente la delizia del Signore e la tua terra avrà in Lui uno sposo. Come un giovane sposa una ragazza, così il tuo creatore sposerà te. Come l'uomo gioisce per la sua sposa, così il tuo Dio esulterà per te" (Is 62,4-5).

Sarà Cristo a presentarsi come l'autentico Sposo della nostra umanità (cfr. Mt 9,15), e di questo sposalizio - che è l'Incarnazione - ne farà segno vistoso a Cana (Gv 2,1-11). San Paolo parlerà di questo matrimonio come tra Cristo e la Chiesa (Ef 5,25), ma anche tra Cristo e ogni cristiano: "Nei vostri riguardi io provo una gelosia che è quella stessa di Dio per il suo popolo. Vi ho promesso in matrimonio a un solo sposo, a Cristo, e intendo presentarvi a lui come una vergine pura" (2Cor 11,2).
L'Apocalisse ne pregusta la celebrazione come nozze dell'Agnello: "Rallegriamoci ed esultiamo, diamogli onore e lode, perché è venuto il momento delle nozze dell'Agnello. La sua sposa è preparata: le è stato dato da indossare un abito splendente, di lino puro: le opere giuste di quanti appartengono al Signore" (19,7-9).
"Lo Spirito e la sposa dell'Agnello dicono: Vieni! Amen. Vieni, Signore Gesù!" (22,17). Con questo ultimo anelito finisce la Bibbia.

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