Vieni al Padre - Un Vangelo per il terzo millennio


Il fatto

Durante gli ultimi secoli dell'Antico Testamento è andata sviluppandosi la sempre più chiara aspettativa di un Messia, come di una definitiva e piena manifestazione di Dio e del compimento di un suo disegno sull'uomo (cfr. il tema del "giorno del Signore").
Il Messianismo si sviluppa fondamentalmente su tre filoni tematici: un Messia regale, capace di far rivivere i tempi ricchi di "giustizia" del grande re Davide; il filone sacerdotale, che poi la Lettera agli Ebrei rileggerà in una nuova chiave dopo i fatti della morte di Gesù e del suo essere sacerdote e vittima di espiazione; tema quest'ultimo - il più importante ma anche il meno capito - sviluppato dalle pagine del grande Isaia nella figura del Servo sofferente, quale giusto innocente che avrebbe salvato il suo popolo con l'immolazione vicaria della sua vita.
Le grandi figure che stanno all'inizio dei Vangeli (Giovanni Battista, Simeone e Anna, un po' tutti i primi Apostoli e soprattutto Maria di Nazaret) incarnano tutta l'aspettativa messianica che aveva trovato alimento in stupende pagine seminate un po' ovunque nella Bibbia, soprattutto tra i Salmi e i Profeti.

Al vertice del cammino di autorivelazione di Dio sta una svolta sorprendente che fa fare un salto di qualità alla ricerca dell'uomo. Dio stesso si rende visibile in carne ed ossa divenendo uomo in Gesù di Nazaret. "Dio che aveva parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi, ultimamente ha parlato a noi per mezzo del Figlio" (Eb 1,1).
Questa singolare, personale manifestazione della privacy di Dio, noi la chiamiamo Rivelazione definitiva. Questo è il cristianesimo: non più quel che gli uomini intuiscono di Dio, ma Dio stesso in persona che si fa vedere e si fa incontrare in carne ed ossa. Gesù lo proclamerà esplicitamente - con fatti e con parole - quando dichiarerà: "Chi vede me vede il Padre" (Gv 14,9); "io e il Padre siamo una cosa sola" (Gv 10,30). San Paolo dirà: "In lui abita la pienezza della divinità in un modo fisico" (Col 2,9).

E quando uno si fa vedere, .. è quello che è; non è più ipotizzabile un altro volto di Dio e quindi un'altra religione! Se tu cerchi sinceramente Dio, ora Dio - il mistero - ha un volto preciso: Gesù di Nazaret! Dio non è il risultato di quel che ognuno pensa o sperimenta; se ha una sua identità precisa e questa si manifesta, non c'è più spazio per altra ipotesi, non è più trattabile: o l'accetti o la rifiuti. Il resto è solo.. pretesto e scusa!

Se Costui viene da Dio saprà tutto di Dio e dell'uomo, è la "verità" su Dio e sull'uomo. In quanto Dio rivela in forma umana chi sia il vero Dio. Dio s'è detto in Lui in un linguaggio comprensibile a noi. Egli è chiamato "il Verbo", cioè la Parola con la quale Dio s'è rivelato all'uomo.

In quanto uomo-Dio è come il ponte che unisce Dio all'uomo e l'uomo a Dio, è il "Pontefice", il vero e unico e definitivo "sacerdote" che lega Dio a noi e noi a Dio. E' infatti chiamato il Mediatore. "Uno solo è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù" (1Tm 2,5). Attraverso di lui Dio viene a noi e noi andiamo a Dio. Non c'è ormai altra strada. "In nessun altro c'è salvezza: non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale sia stabilito che noi possiamo essere salvati" (At 4,12).
In questo senso pieno e vero noi cristiani in occasione del grande Giubileo del Duemila proclamiamo Gesù Cristo unico salvatore del mondo.

A Lui ora giriamo le due domande che ci interessano: chi è Dio? e chi è l'uomo? Sarà come vedere il mondo dalla parte giusta, dalle sue radici, quelle di Dio, ed accorgersi che finora abbiamo visto la storia come da dietro un arazzo dove l'intreccio dei fili è solo un grande caos. Operazione verità, .. per avere sicurezza e serenità interiore!
Gesù di Nazaret ci apparirà anzitutto come un uomo pienamente riuscito, che si impone all'attenzione di chi cerca come risolvere la propria vita.
Ma in filigrana si scoprirà che il motivo di tale riuscita sta in una comunione/esperienza di Dio ben diversa da quella che noi facciamo.
Nello studiare la sua vicenda scopriamo così in concreto il volto dell'uomo sullo sfondo della scoperta del vero volto di Dio.

L'esporsi di Dio sulla nostra vicenda umana si semina in fatti e parole che si articolano in un progetto preciso di "storia della salvezza".
Esso ha come tre momenti ideali: la vita intima di Dio in Casa Trinità, dall'eternità, e il suo progetto sull'uomo incentrato nella persona del Verbo voluto incarnato nel tempo.
L'esistenza storica di Gesù di Nazaret che rivela il pieno e sorprendente volto di Dio, interpreta il progetto e la vicenda dell'uomo, e ne segna il riscatto.
L'opera che ne consegue con il dono dello Spirito santo che nel tempo attualizza e comunica l'opera salvifica di Cristo per ricondurre l'umanità alla realizzazione del primordiale sogno di Dio.
Potremmo - per usare termini tecnici - anche esprimere questi momenti con: predestinazione, incorporazione, conformazione, sempre in riferimento al legame che unisce ogni uomo al Cristo, centro e senso dell'avventura umana.

E' in questa globale cornice che si collocano risposte e soluzioni alle più interiori domande esistenziali; naturalmente... roba di Dio, non sogni o chiacchiere umane!

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